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Rugby: un'Italia solida vince lo “spareggio” con la Georgia

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Rugby: un'Italia solida vince lo “spareggio” con la Georgia

FIRENZE - Per il gioco di qualità si prega di ripassare. Ma intanto l'Italia si scrolla di dosso un bel po' di pressione. Con una prestazione concreta, soprattutto nel temuto campo degli impatti fisici, rimanda a casa una Georgia sconfitta e anche un po' ridimensionata. Non saranno i caucasici - almeno per ora - a poterci eventualmente insidiare la partecipazione al Sei Nazioni. Sostenuti da qualche migliaio di connazionali che hanno spesso avuto il sopravvento del tifo in una platea di 18mila spettatori, i giocatori ospiti hanno mostrato grinta e carattere - doti che peraltro non sono mancate neppure agli Azzurri - ma anche limiti tecnici evidenti soprattutto nella trasmissione della palla. Il 28-17 finale (primo tempo 18-7 e quattro mete a due per i nostri) è un risultato tutto sommato giusto.

Alla Georgia rimangono la prevalenza a inizio e fine partita più qualche rimpianto per non aver saputo segnare in superiorità numerica una meta che avrebbe riaperto il match. L'Italia, però, ha quasi sempre condotto nel punteggio e in più di un caso ha fatto emergere una caratura maggiore. Ottimo il parziale di 20-0 dal 21' al 42': lì è tanto scavato il fossato decisivo e lì si sono viste meglio le differenze tra i due XV.
Il tutto dopo che a un calcio di Allan era seguita un'allarmante meta georgiana, frutto di due passaggi a vuoto dei nostri: prima un intercetto non riuscito e poi un mancato placcaggio il potente Mchedlidze che è andato a segnare. Dopo cinque minuti, però, l'Italia si è riportata in vantaggio: pressione offensiva insistita e azione che poi si distende, passaggio da Allan a Campagnaro (il migliore dei trequarti) che finisce il lavoro in proprio. Un cartellino giallo a Tsutskiridze offriva 10 minuti di superiorità numerica agli Azzurri, mai troppo “fluidi”, che la concretizzavano solo con un calcio di Allan. Ma appena si è tornati a uomini pari ecco il lancio vinto bene in rimessa laterale e la meta di Bellini al largo dopo un primo tentativo di sfondamento.

Finisce bene il primo tempo e inizia bene la ripresa. Ancora una punizione giocata in touche, palla conquistata, incursioni a ripetizione fino a quando Budd trova il varco giusto. Gli ospiti rispondono con un calcio ma poi devono subire la marcatura più bella dell'incontro, con Polledri bravissimo a strappare un pallone dalle mani di un avversario e con la conversione veloce in azione offensiva fino al buco profondo di Allan che vola a segnare.
Sul 28-10 e con una ventina di minuti da giocare si poteva pensare, come “confessa” di avere fatto il ct Conor O' Shea, a una ulteriore fuga e a un distacco che poteva allargarsi. E invece non è stato così. Un placcaggio senza palla di Benvenuti a Kveseladze è stato punito con il giallo e con la severa meta tecnica (da sette punti) per la Georgia. Che da quel momento è cresciuta nel possesso e nella furia, pur non segnando altri punti. Grazie a falli ed errori degli uomini in maglia “rosso vino” passiamo indenni da un paio di pericoli non da poco e ci risparmiamo un finale temibile. Che sollievo.

La partita
Italia-Georgia 28-17 (primo tempo 18-7). Per l'Italia: 4 mete (Campagnaro, Bellini, Budd, Allan), 2 calci piazzati (Allan), 1 trasformazione (Allan). Per la Georgia: 2 mete (Mchedlidze più una meta tecnica da 7 punti), 1 calcio piazzato ((Matiashvili), 1 trasformazione (Matiashvili). Calci fermi: Allan 3 su 6; Matiashvili 2 su 3. Cartellini gialli a Tsutskiridze e Benvenuti.

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