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Servizio |dopo il referendum a roma

Atac, Magi (Radicali): da Raggi parole indecenti su esito voto, ora ricorso

Il deputato di Europa+ Riccardo Magi, promotore del referendum per Atac a Roma (Ansa)
Il deputato di Europa+ Riccardo Magi, promotore del referendum per Atac a Roma (Ansa)

«Sono indecenti le parole con cui la sindaca Virginia Raggi e l’assessore Linda Meleo affermano che l’83% dei romani, ovvero quelli che non hanno votato il referendum consultivo per Atac, sono soddisfatti del servizio così com’è». Lo dichiara Riccardo Magi, deputato radicale di Europa+ e promotore del referendum consultivo per la messa a gara dei servizi di trasporto pubblico di Roma all’indomani del voto.

GUARDA IL VIDEO: Le voci ai seggi del referendum di Roma

Il mancato raggiungimento del quorum - ha votato solo il 16, 3% degli aventi diritto, a fronte di un 33,3% necessario per la validità del referendum - è «una sconfitta per l'amministrazione della democrazia diretta, per una sindaca che ha fatto fatica a dire una parola sul referendum» dice il parlamentare, che fa sapere di aver ricevuto «centinaia di segnalazioni di scorrettezze avvenute nei seggi». E annuncia: «Il Campidoglio ha tolto il quorum per i referendum lo stesso giorno in cui ha indetto quello per Atac. A nostro avviso il quorum non serve , quindi impugneremo la questione davanti al Tar».

«Quasi 400mila votanti, in queste condizioni un miracolo»
«Nelle condizioni in cui si è votato, con l’informazione arrivata nelle ultime 48 ore e con l’assenza di un confronto pubblico sulle ragioni del Sì e del No, è un miracolo che siano andate a votare quasi 400mila persone», commenta Magi. Avvertendo che«ora il rischio di crisi e di fallimento per Atac diventa ancora più concreto, con ulteriori effetti negativi sulla qualità del servizio».

«Niente voto per fuori sede e non residenti, incapacità organizzativa del Comune»
Oltre alle centinaia di persone senza tessera alle quali è stato impedito di votare - nonostante il comune avesse comunicato ai seggi la possibilità di entrare in cabina elettorale anche con il solo documento di identità - Magi segnala anche il caso di tutti gli studenti fuori sede (e dei non residenti) che avrebbero potuto votare, ma non hanno potuto farlo. «Per esercitare il diritto di voto - spiega il radicale - avrebbero dovuto registrarsi alle liste aggiuntive entro il 31 dicembre 2017, ma il Campidoglio ha indetto il referendum il 30 gennaio 2018, quindi i potenziali elettori non potevano saperlo». Peccato però «che il comune fosse ben a conoscenza della scadenza, visto che le firme per la consultazione le abbiamo depositate ad agosto 2017», ha concluso Magi.

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