Italia

L’Inps apre le porte ai rider. I fattorini: «Noi senza…

  • Abbonati
  • Accedi
gig economy

L’Inps apre le porte ai rider. I fattorini: «Noi senza tutele»

«Abbiamo deciso di aprire oggi le nostre sedi. In un orario straordinario, per dare informazione ai rider sulle loro tutele previdenziali». Lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, a margine dell'incontro a Milano con i rider. «Lo scorso marzo - ha aggiunto - avevamo fatto un'indagine sui riders dalla quale è emersa la necessità da parte dei riders di essere informati sulle tutele che l'Inps poteva loro offrire nelle diverse tipologie di contratto. Da qui la giornata di oggi in cui le nostre sedi in tutta Italia aprono le porte per essere a loro disposizione».

GUARDA IL VIDEO / Storie di rider: Fernando, il professore prestato alle due ruote

Diverse tipologie di contratto
Quello dei riders, ha ricordato Boeri, «è un lavoro nuovo che viene gestito con diverse tipologie di contratto (lavoro autonomo occasionale, contratti di collaborazione occasiona, lavoro intermittente, nuovi contratti di prestazione occasionale), e offrono più o meno tutela ai lavoratori e più o meno flessibilità, bisogna quindi a contemperare queste due esigenze: tutelare il più possibile e al tempo stesso lasciare la possibilità a molti lavoratori una certa flessibilità nell'organizzazione del proprio lavoro».

Lavorare per modificare il contratto
Il presidente dell’Inps ha ricordato che l’Inps non è stato coinvolto nel tavolo nazionale per il contratto dei riders: «Si deve assolutamente lavorare per fare delle modifiche normative essendo un contratto delle nuove tipologie di lavoro». È naturale, ha detto ancora Boeri, «che il nostro ordinamento non è pronto, così come accade a che in altri paesi, è fondamentale invece che questi lavoratori siano coperti e che vengano tutelati. Quindi è importante che vengano informati e per questa ragione oggi abbiamo aperto a loro le nostre sedi».

GUARDA IL VIDEO / Storie di rider: Lucas, l'argentino che pedala per 600 euro al mese

«Noi senza tutele»
Pochi i rider presenti all'incontro organizzato dall'Inps a Torino: hanno chiesto chiarimenti, ma alla fine erano delusi. «Ci hanno detto quello che già sapevamo, ci hanno sciorinato tutele e diritti a cui noi non potremmo mai accedere», ha commentato un rider al termine della riunione. «Perché siamo qui in pochi? Molti di noi sono stranieri, non sanno l'italiano e questo era un incontro troppo tecnico. Le nostre condizioni di lavoro si sono abbassate ulteriormente, ormai la forma di pagamento più usata è a cottimo», ha detto un altro fattorino. L’incontro con i lavoratori della Gig Economy è stato convocato dall’Inps in diverse città in contemporanea.

© Riproduzione riservata