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Manovra, nella lettera alla Ue saldi e crescita invariati. Lega:…

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terminata la seduta

Manovra, nella lettera alla Ue saldi e crescita invariati. Lega: subito “quota 100”. Di Maio: avanti su pensioni e reddito

Clausole di salvaguardia per evitare che il deficit salga oltre il 2,4% qualora le previsioni di crescita del governo nella manovra non siano confermate e anche
una nuova operazione di dismissione immobiliare: sono queste alcune delle proposte contenute nella lettera alla Ue che conferma «impianto e azione politica». Non solo: la Lega annuncia che “quota 100” partirà subito, mentre il vicepremier Di Maio, in diretta Facebook, ribadisce che «la manovra non cambia. Avanti con pensioni e reddito di cittadinanza».

Fonti della Lega confermano anche un meccanismo di controlli della spesa. Le stesse fonti riferiscono che la risposta del governo all'Unione europea sulla legge di bilancio è «di attacco e non di difesa». Sempre secondo le fonti vicine alla Lega la lettera fa riferimento a Codice degli appalti, investimenti, misure contro il dissesto idrogeologico e misure a favore della
sburocratizzazione. Sono queste alcune delle riforme che il governo assicura di voler portare a termine e che avrebbe messo per iscritto nella lettera all'Ue. Lo riferiscono fonti della Lega al termine del Consiglio dei ministri.

È terminato intorno alle 22 il Consiglio dei ministri sulla lettera da inviare entro oggi a Bruxelles in risposta ai rilievi della Commissione europea sulla manovra. «Saldi e crescita rimangono invariati», riferiscono fonti dell’esecutivo al termine dell’incontro ristretto, che ha preceduto la riunione dell’esecutivo, tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, e il titolare dell’Economia Giovanni Tria.

«Stiamo lavorando a una manovra che comprende più posti di lavoro, più diritto alla pensione e meno tasse, non per tutti, ma per tanti italiani. Se all'Europa va bene, siam contenti, se all'Europa non va bene, tiriamo dritti» aveva preannunciato il leader della Lega al momento del suo ingresso nella sede del governo. E alla fine si è tirati effettivamente dritti nel confermare l’impianto iniziale messo su dal governo gialloverde qualche settimana fa, malgrado le rimostranze manifestate nel frattempo da più parti. Archiviata l'ipotesi di rivedere la crescita, su cui il Tesoro ha dovuto registrare il muro dei due partiti della maggioranza, il focus si è spostato verso voci che provassero a rassicurare gli interlocutori esteri sulla capacità italiana di non fare precipitare lo stato dei conti. Spazio perciò, da un lato, alla revisione del capitolo privatizzazioni e, dall’altro, all’evidenziazione delle emergenze ambientali cui ha dovuto far fronte il Paese di recente. Oltre a ciò si è vociferato con insistenza alla vigilia della possibilità di prevedere, già in manovra, tagli automatici di spesa qualora le stime di crescita e l'andamento dell'economia non trovassero conferma.

Sta di fatto che non cessa la preoccupazione sullo stato di salute dell’economia italiana. Secondo stime fornite oggi dal Fondo monetario internazionale la crescita sarà di circa l'1% nel 2018-2020 per poi diminuire successivamente. Di qui la messa in guardia rispetto al rischio recessione da debito e spread troppo alti. Al di là della nuova versione del Documento programmatico di bilancio nel termine della mezzanotte di oggi è attesa anche la risposta alla missiva che chiede di fornire una relazione sui cosiddetti “fattori rilevanti” che possano giustificare un andamento del rapporto debito/Pil con una riduzione meno marcata di quella richiesta. La richiesta della Commissione, fatta anche negli anni scorsi, dimostra come si stia predisponendo un rapporto ex novo sul debito, di fatto il primo passo per aprire una procedura a carico dell'Italia per lo scostamento. Qualora la risposta di Roma non riesca ad invocare le circostanze eccezionali previste dalle regole a giustificare un andamento del debito peggiore di quello concordato, la Commissione Ue non potrà concedere all'Italia nessuna flessibilità e quindi sarà inevitabile l'avvio di una procedura per debito eccessivo.

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