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Dl Genova, dal Senato «sì» definitivo. Pugno alzato di…

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10 m5s non votano

Dl Genova, dal Senato «sì» definitivo. Pugno alzato di Toninelli, è bagarre

Sì definitivo dell'Aula del Senato al decreto legge Genova che prevede la nomina del commissario straordinario e detta le procedure per la ricostruzione del ponte Morandi crollato lo scorso 14 agosto. Hanno votato a favore 167 senatori, contro 49, sono stati 53 gli astenuti. Sono 10 i senatori M5s che non hanno preso parte alla votazione del dl Genova al Senato: sono Vittoria Deledda Bogo, Alfonso Ciampolillo, Saverio De Bonis, Gregorio De Falco, Luigi Di Marzio, Elena Fattori, Michele Giarrusso, Cinzia Leone, Paola Nugnes e Mario Turco.

A Palazzo Madama il dibattito e le fibrillazioni politiche (nella maggioranza nel Movimento cinque stelle e nell'opposizione in Fi) hanno riguardato l'articolo 25 del provvedimento con le misure sul condono relative a Ischia. Un articolo prima modificato durante l'esame nelle commissioni Lavori Pubblici e Ambiente e poi ‘ripristinato' dall'Assemblea nel testo approvato dalla Camera. Delle opposizioni, il Pd ha dichiarato il voto contrario, Forza Italia l'astensione e FdI il voto a favore. «Il decreto Genova è legge. Risorse e aiuti concreti alle famiglie che hanno perso la casa, sostegno a imprese e cittadini. Avevo promesso che non avrei mai abbandonato la città in ginocchio. Il governo è al vostro fianco, Genova si rialza» scrive, in un tweet, il premier Giuseppe Conte.

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Bagarre in Aula, seduta sospesa
La seduta è stata sospesa per diversi minuti la dopo l'approvazione del decreto Genova in un clima di bagarre. Poco prima, alcuni senatori del Pd avevano mostrato il fascicolo del provvedimento, con il presidente del Senato Casellati che ha subito chiesto di mettere giù i fogli. Alla ripresa nuovo scontro aperto con nel mirino il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. «È inaccettabile e indecente aver alzato il pugno per festeggiare il voto. Non gli chiediamo di condividere o comprendere quello che stiamo dicendo, ma ascolti e dia il buon esempio alle scolaresche che ci stanno guardando», ha affermato in seguito la capogruppo di Forza Italia Annamaria Bernini. Dal canto suo Toninelli dopo le proteste è intervenuto per ringraziare i parlamentari per l'approvazione del provvedimento e ha aggiunto che «chi oggi ha gioito, ha gioito per Genova». Ricordando che, oltre agli stanziamenti previsti nel Dl, nella legge di Bilancio ci saranno ulteriori 500 milioni per la città. Al termine, su richiesta di Marcucci condivisa da Patuanelli, il presidente del Senato Elisabetta Casellati ha chiesto all'Assemblea di tenere un minuto di silenzio per le vittime del crollo del ponte non senza registrare una nota di amarezza per quanto accaduto («quei 43 morti pesano sulla coscienza di tutti: francamente avrei desiderato un’Aula diversa»).

Renzi attacca il M5S: cancellata legalità per condono
«Il vostro nemico è la realtà: vi sta mostrando il conto. Avete tradito le aspettative di Genova e la vostra storia» ha attaccato il senatore Matteo Renzi annunciando la sua dichiarazione di voto a nome del Pd contro il decreto Genova. «C'è stato un incredibile compromesso Forza Italia e M5S che, in nome del condono a Ischia, cancellano la parola onestà e legalità dando una chance a chi vive di abusivismo». Ancora «votiamo no a questo decreto per scelta delle opposizioni: di fronte alle tragedia o si chiede alle opposizioni un patto, o si fa in modo che l'opposizione sia l'alibi per coprire le proprie incapacità» incalza l’ex premier. «Nelle ore successive alla tragedia avete gettato fango sulle opposizioni, dicendo il falso. Di Maio sappia che non abbiamo approvato la concessione ad Autostrade, quello l'ha fatto il giovane deputato Matteo Salvini. Poi - ha aggiunto - è falso che il Pd abbia preso soldi da Autostrade, che invece ha finanziato la Lega nord per l'Indipendenza della Padania».

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FdI: votiamo sì ma il decreto è deludente
«I patrioti ci sono e il nostro è un voto favorevole. Il decreto però è molto deludente». Per il senatore di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini è «deludente per la tempistica, arriva dopo 45 giorni, questo provvedimento è celere solo sui
social ma molto deludente per come si è articolato e composto». Denunciata poi la «polpetta avvelenata» dell'articolo sul condono di Ischia e «la preoccupante modifica sulla normativa dei fanghi, per cui si rischia di trasformare i nostri campi in discariche a cielo aperto».

Bruzzone (Lega): Renzi? Non doveva lasciare politica?
«Vedo che ancora oggi Renzi pontifica, lui che aveva detto che avrebbe lasciato la politica dopo la sberla del referendum? E lo fa dai banchi del Senato che voleva abolire?». Così il senatore leghista Francesco Bruzzone ha polemizzato con l'ex premier al momento di parlare in Aula per il suo gruppo. Sotto accusa i dem genovesi e liguri per le posizioni riguardo alla costruzione della Gronda. «Sono quindici anni che dite di no», ha esclamato Bruzzone mostrando i testi delle delibere del Consiglio comunale. «Detto questo anche se sono un cacciatore non sparo alla croce rossa del Pd».

De Falco (M5S): non sono riuscito a votare, è destino...
«È vero non ho fatto in tempo a votare: ma tutto sommato meglio così. Evidentemente era destino, il fato...» sono state le parole in Transatlantico del senatore pentastellato Gregorio De Falco, in dissenso rispetto al suo gruppo e ora in odore di espulsione formale dal Movimento. L’altra senatrice “ribelle”, Paola Nugnes, mostra su Facebook la foto della donazione di 6mila euro, fatta per le popolazioni colpite dalle alluvioni degli ultimi mesi, e sembra così pronta a chiudere i conti “in sospeso” con il Movimento, in vista di un'eventuale espulsione dopo la sua astensione su un emendamento clou del decreto Genova, approvato oggi al Senato. «Come è brutto dover lasciare i temi e dover scendere a certi livelli di impoverimento del dibattito - ha scritto nell'ultimo post su Facebook - Ho sempre restituito e continuerò a farlo. Quasi 300 mila euro finora... (ma non mi appassiono a fare i conti e a mostrare...) Ho fissato il rid per il versamento a Rousseau e fatto ultimo versamento per il Veneto, c'è qualcosa che mi è sfuggito? Non credo. Mi sembra però di ricordare che la diffamazione è un reato penale».

Se De Falco rischia di abbandonare la nave per colpa di Ischia e della Sicurezza

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