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Governo incosciente, opposizione nulla: l’allegra marcia verso il…

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POVERA ITALIA

Governo incosciente, opposizione nulla: l’allegra marcia verso il disastro

Palazzo Chigi (Marka)
Palazzo Chigi (Marka)

L'Italia è un paese fortunato grazie ad una antica, armoniosa sinergia tra natura e opera dell'uomo. Con enfasi sovranista, per molti il più bel paese del mondo. Si nota, da qualche tempo, una decisa tendenza a metterlo nei guai: tra le cause, sicuramente l'assenza di una guida politica matura, capace, colta, disinteressata, professionale, intellettualmente onesta.

Una tendenza che non nasce oggi, ma che oggi prospera grazie a un duplice, raro fenomeno istituzionale: a un governo inesperto, immaturo e poco consapevole della propria, enorme responsabilità si contrappone una opposizione inesistente, in tutte le sue articolazioni. A propria volta inconsapevole della propria, altrettanto pesante responsabilità.

Un sistema istituzionale armonioso funziona grazie alla complementarietà dei due ruoli, maggioranza e opposizione: quasi un movimento a stantuffo, che porta a una inversione periodica dei ruoli. Il governo si dimostra scarsamente cosciente perché composto di una sintesi ardita di politici alle prime armi e di scuola non eccelsa, dominanti su un capo del governo estemporaneo e un responsabile dell'economia trepido ed esitante.

L'opposizione, la principale, si mostra indifferente al proprio, fondamentale compito di controllo e di segnalazione dell'azione del governo e di proposizione di un progetto alternativo . Dovesse diventare cronica, la evanescente opposizione dei partiti degli ultimi governi si tradurrebbe in una responsabilità storica, non solo quella nei confronti dei propri militanti ed elettori , ma dell'intero paese e del suo sistema istituzionale.

Un concorso di colpa che sta creando preoccupazioni non solo dentro i nostri confini, a tutti i livelli: ma anche di governi amici e alleati, di studiosi, di istituzioni finanziarie, economiche e politiche, dei tanti semplici amici dell'Italia.

La fiducia che si deve, fino a prova del contrario, ad ogni persona - sia esponente o meno di un governo – rende poco credibile che una marcia di governo a occhi bendati, indifferente e insofferente al generale pessimismo di tutti i soggetti del mestiere, con il solo conforto del proprio immaturo e cieco convincimento, non nasconda la messa in conto di una rottura delle tradizionali relazioni internazionali del paese e la loro sostituzione con altre, inedite e inconsuete, che già si profilano.

Un desiderio di rottura che emerge tra le righe di ogni uscita dei leader della coalizione, e che non può essere smentito da tiepide conferme dei legami in vigore, sempre accompagnati da una limitazione temporale. Qualsiasi politica è legittima, anche quella secessionista non più nazionale ma europea, nelle forme corrette. Se invece si nasconde un obiettivo «rivoluzionario» degli impegni del paese dietro un incidente provocato, la manovra del popolo diventerà un colossale tradimento del popolo.

Così come lo diventerà, altrettanto, il perdurare della rinuncia delle opposizioni al proprio ruolo - di denuncia e segnalazione dei rischi verso cui conduce la politica del governo -, causata dal perseguimento di mediocri interessi contingenti di fazioni interne. Gli elettori non impiegheranno molto ad accorgersene.

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