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Più confusione che altro: e l’Italia del rugby cede…

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Più confusione che altro: e l’Italia del rugby cede all’Australia

(Ap)
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Padova - Che peccato. Di fronte a un'Australia ben lontana dalla sua migliore condizione l'Italia mette in scena una difesa di alto livello per mezz'ora, ma poi comincia a smarrire rigore e precisione. L'arbitro non aiuta granché (e per una volta lo staff azzurro si lamenta “apertis verbis”) e gli avversari nemmeno, sicché il match diventa sempre più confuso. A risolverlo è la maggiore qualità australiana in alcuni momenti topici: tutto sommato anche gli Azzurri hanno avuto le loro occasioni ma sono riusciti a segnare solo una meta, su un pallone di recupero. Quattro invece le marcature degli uomini in giallo, che tirano un sospiro di sollievo. Dopo aver perso con il Galles e prima di affrontare un'Inghilterra decisamente favorita, ecco una vittoria che li può in parte rinfrancare.

Forti della potenza fisica di alcuni elementi, i giocatori ospiti costringevano gli Azzurri a sacrificarsi duramente in difesa e il timore era che alla lunga la diga cedesse in maniera definitiva e rovinosa. In realtà non è stato così, e anzi nella ripresa è stata l'Italia a giocare prevalentemente in attacco. Ma la quota di errori è salita notevolmente e questo ha impedito a Ghiraldini e compagni di concretizzare la supremazia territoriale. Nel carosello di lacune che di volta in volta si impongono all'attenzione, questa volta è toccato ai lanci da rimessa laterale: se in uno spicchio di partita (i primi 20 minuti della ripresa) ci si fanno rubare cinque palloni è difficile pensare non solo di vincere ma anche di giocare una partita comunque positiva.

E dire che stavolta alcune condizioni favorevoli si erano presentate. L'Australia ha confermato il suo momento difficile e - a fronte di alcune buone prove individuali, in particolare quella di Kerevi - si sono visti anche giocatori sotto tono, come l'estremo Folau. La mischia chiusa azzurra ha fatto il suo dovere, i palloni per attaccare non sono mancati ma soprattutto il secondo tempo si è trasformato in più di un frangente nel festival degli errori, da una parte e dall'altra: ne ha risentito il livello generale del match.

La prima occasione significativa, al 7', è stata nostra: bel buco di Hayward e palla al largo, ma prima di toccare in meta Steyn mette un piede fuori dal campo. Al quarto d'ora l'episodio (più che) dubbio dell'intercetto di Tebaldi che si invola verso la meta e schiaccia. L'arbitro vede una irregolarità sulla posizione di partenza del n. 9 azzurro e fischia subito, senza affidarsi alla prova tv. Le perplessità restano. Così come resta la pressione “fisica” degli uomini capitanati da Hooper. Che alla mezz'ora sfruttano la prima incertezza difensiva dell'Italia: il buco è di Kerevi, poi la palla viaggia da Ashley-Cooper a Pocock e finisce in meta grazie al tocco di Koroibete. Che replica cinque minuti dopo - stavolta sulla fascia opposta - raccogliendo un passaggio di Asley-Cooper.

Il primo tempo si chiude sullo 0-14 con un pallone perso dagli Azzurri dopo una conquista in rimessa laterale e la ripresa si apre con un'altra situazione poco chiara. Tupou avvia un'offensiva pericolosa con un numero da giocoliere e, sugli sviluppi dell'azione, riceve nuovamente e schiaccia oltre la linea. L'arbitro chiama l'intervento del Tmo (television match officer). C'è chi lamenta un “in avanti” e chi un'ostruzione ma alla fine la meta viene concessa.

Due minuti ed ecco l'unica marcatura dei nostri. Passaggio sbagliato di Foley a Koreibete, palla raccolta da Bellini che sulla fascia sinistra sprinta per 40 metri e va in meta. Allan trasforma e sul 21-7 si potrebbe provare a riaprire il match. Ma ci vorrebbero calma e capacità di esecuzione. Mancano l'una e l'altra. In pochissimi minuti Allan non trova la touche su punizione, poi perdiamo un pallone in avanti. Delle touche si è già detto, e anche quando si riesce a fare pressione sotto i pali i risultati non arrivano. E nemmeno serve giocare 10 minuti con l'uomo in più per il cartellino giallo a Sio. Alla fine, anzi, è l'Australia ad andare di nuovo in meta, con Genia entrato da poco e subito capace di dare ritmo. Game over e mente rivolta all'ultima sfida di questo novembre: a Roma sabato arrivano gli All Blacks, che il dio del rugby ce la mandi buona.

La partita
Italia-Australia 7-26 (primo tempo 0-14). Per l'Italia: 1 meta (Bellini), 1 trasformazione (Allan). Per l'Australia: 4 mete (Koroibete 2, Tupou, Genia), 3 trasformazioni (To'omua). Calci fermi: Allan 1 su 1; To'omua 3 su 5. Cartellino giallo a Sio (Australia).

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