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Tragedia a Sant’Antioco: 2 morti sul barchino della speranza naufragato

Il viaggio “della speranza” dall'Algeria alle coste della Sardegna sud occidentale (Sulcis) a bordo di un piccolo barchino è finito in tragedia a poche miglia da Sant'Antioco. Il primo bilancio parla di due morti, otto dispersi e tre superstiti. Un fatto su cui anche la procura della Repubblica di Cagliari, che ha aperto un fascicolo per naufragio, vuole fare luce. La tratta è quella che, seppure con piccoli numeri, fa registrare in diversi periodi dell'anno, sbarchi nelle coste.

Viaggio della speranza (in passato oggetto di studio da parte della Camera del lavoro) che questa volta è finito in tragedia. L'allarme è scattato nella notte di giovedì 15 novembre quando alla centrale operativa della Guardia costiera è arrivata la segnalazione di un'imbarcazione alla deriva. Venerdì mattina (in azione sono entrati gli uomini della Capitaneria di Porto e della Guardia di finanza con le motovedette) il ritrovamento in prossimità dell'Isola del Toro del barchino con tre migranti. I tre, dopo le dovute attenzioni e l'assistenza, hanno parlato di altre dieci persone che si sarebbero tuffate per raggiungere la costa a nuoto. Il primo ritrovamento venerdì sera e il secondo sabato mattina.

Nonostante il maltempo e la pioggia le ricerche vanno avanti per cercare di individuare gli otto dispersi. A monitorare l'area interessata i mezzi dell'Aeronautica, la Guardia di Finanza con il reparto aeronavale e la Capitaneria di Porto.

Una rotta attiva da 4 anni
In giornata le reazioni e i commenti. «Il bilancio degli arrivi dall'Algeria non riguarda più solo il numero degli sbarchi, ma purtroppo anche i morti e i dispersi - commenta Filippo Spanu, assessore regionale agli Affari generali con delega sui flussi migratori -. Noi conosciamo il traffico dall'Algeria, ormai in corso da 4 anni, ben diverso da quello che parte dalla Libia. E' un traffico certamente gestito da criminali che sfrutta le speranze di una vita migliore coltivate dai ragazzi in partenza e genera allarme sociale nella nostra isola. La regione ha affrontato la situazione con proposte ed azioni concrete, abbiamo consultato i comuni, abbiamo cercato l'accordo con il governo, ci siamo resi disponibili a agire con interventi in Algeria per prevenire l'arrivo, e in Sardegna per gestire e dissuadere. Così è stato per l'individuazione del centro di permanenza per i rimpatri. Le nostre proposte stanno lentamente cadendo nel silenzio del nuovo governo. Il cosiddetto decreto sicurezza snatura il senso del Cpr e gli accordi firmati a febbraio sono sempre più disattesi. Questo a dispetto di un grande impegno delle prefetture e delle forze dell'ordine in Sardegna, alle quali va la nostra gratitudine». A prendere posizione anche Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia: «Da anni ribadiamo la necessità di bloccare le partenze sulla rotta Algeria-Sardegna, che proseguono durante tutto l'arco dell'anno e negli scorsi mesi il governo ha accolto un nostro ordine del giorno sul tema - dice -. Ora è il momento dei fatti: si promuova subito un incontro con le autorità algerine per fermare i barchini, per fermarli subito senza attendere il prossimo sbarco o la prossima tragedia. Questa è l'unica, vera, azione umanitaria».

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