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Rifiuti, Boccia dalla parte di Salvini: «Io sono per gli…

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lo scontro sui metodi di smaltimento

Rifiuti, Boccia dalla parte di Salvini: «Io sono per gli inceneritori»

«Io sto per gli inceneritori». A dirlo è il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che posiziona così l’associazione degli industriali a fianco del vicepremier Matteo Salvini da giorni impegnato in un braccio di ferro con Luigi di Maio proprio sul ricorso a questo metodo di smaltimento dei rifiuti, in particolare in Campania. «Mi meraviglia che una parte politica del Governo che non vuole addirittura fare valutazione di infrastrutture per gli sprechi, non si renda conto che noi mettiamo l'immondizia sulle navi, paghiamo e mandiamo l'immondizia in altri Paesi che usano i termovalorizzatori», ha spiegato Boccia.

Contro gli «sprechi» nella gestione rifiuti
«Questo - ha poi sottolineato a margine della presentazione della XVIII giornata del cinema industriale che si è svolta questa mattina nella sede di viale dell'Astronomia, a Roma- è il più grande spreco della storia del Paese e di fronte a questi sprechi forse ci vorrebbe un po' di buon senso da parte della politica italiana».

Privatizzazioni interessanti ma rimane irrisolto il nodo della crescita
Parlando invece delle contromosse dell’Italia alla procedura di infrazione per violazione dei vincoli di bilancio attesa da Bruxelles Boccia ha definito il Piano straordinario di privatizzazioni annunciate dal ministro Tria «cose potenzialmente interessanti che incidono sui saldi, ma non intervengono sulla crescita».

Il punto è infatti «cosa facciamo delle risorse e come le usiamo in un equlibrio tra fini di Governo e crescita: dire che non si sfora e che c'è una salvaguardia va bene - ha proseguito il presidente di Confindustria - ma rimane il nodo crescita, che è un dibattito che dovrebbe essere aperto nel Governo e nel Parlamento, perchè su questo si gioca la sostenibilità della manovra. Onestamente vediamo un depotenziamento di Industria 4.0, un dimezzamento di ricerca e sviluppo, una grande confusione su alcune opere pubbliche che creano solo ansia e questo non aiuta sicuramente la crescita».

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