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Toninelli a quattro zampe. L’ultima gaffe del ministro 5S

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ESPONENTE CINQUE STELLE

Toninelli a quattro zampe. L’ultima gaffe del ministro 5S

Non si era mai visto un ministro della Repubblica italiana gattonare in televisione di fronte a una platea di bambini. Né del resto si ricordavano precedenti di un ministro seduto al tavolo del Governo nell’Aula del Senato che esulta con il pugno chiuso per l’approvazione di un provvedimento. L’autore è sempre lo stesso: Danilo Toninelli, classe 1974, nato a Soresina (Cremona) e titolare del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti per conto del Movimento 5 Stelle, di cui è parlamentare al secondo e quindi, secondo le regole pentastellate, ultimo mandato.

Gaffeur ormai seriale, Toninelli era ospite della puntata di ieri di “Alla lavagna!”. Il programma di Raitre è prodotto in collaborazione con Endemol Shine Italy, ripreso da un format francese, e prevede personaggi pubblici (non solo politici) che si sottopongono alle domande di una classe di 18 studenti tra i 9 e i 12 anni. L’esordio era stato riservato al vicepremier, ministro dell’Interno e segretario della Lega Matteo Salvini che era stato “interrogato” su immigrazione e razzismo. Ieri, invece, era “alla lavagna” c’era invece un esponente dell’altro socio di maggioranza, M5S.

Toninelli si è presentato ai bambini con i suoi occhiali tondi («Assomiglia un po’ a Harry Potter») e ha risposto alle loro domande seduto sulla scrivania. «Perché non è più carabiniere?» (Toninelli è stato ufficiale di complemento dell’Arma), «Il politico è una persona come un’altra?», «Come si possono evitare tragedie come quelle del ponte di Genova?». Poi si passa alla prova a sorpresa: il gioco del mimo dei film. Il ministro la prende molto seriamente e non esita a mettersi su mani e piedi e muoversi carponi per suggerire ai bambini la parola “gatto” (il titolo era “Come un gatto in tangenziale”).

Una scena poco ministeriale ma tutto sommato adatta a un personaggio che, in meno di 180 giorni al governo, è riuscito a mettere in fila una considerevole galleria di quelle che un tempo si sarebbero chiamate topiche. L’ultima gaffe venerdì scorso quando in Aula esulta per l’approvazione del decreto Genova alzando un pugno al cielo. Pioggia di critiche. Lui, un poco sorpreso, prova a rintuzzare gli attacchi: «L’esultanza? Ne sono orgoglioso, gli altri esultavano per i favori alle lobby». Sulla tragedia del ponte Morandi (43 morti, 258 famiglie sfollate) Toninelli aveva avuto un altro incidente: si fece fotografare sorridente, negli studi di “Porta a porta”, davanti al plastico del nuovo ponte.


Il capolavoro resta, però, per il momento quella sul Brennero. «Sapete quante delle merci italiane, quanti degli imprenditori italiani utilizzano con il trasporto principalmente ancora su gomma il tunnel del Brennero?» disse il ministro, ignorando però che l’opera ancora non esiste. «Era chiaro che si riferiva al valico del Brennero. Comunque ci si concentra su una gaffe e non su le politiche» provò a difenderlo il collega di governo e di movimentoRiccardo Fraccaro. Il problema per l’ex ispettore assicurativo è che, con l’accumularsi degli inciampi, sono sempre meno numerosi i soccorsi “a cinque stelle”. Il maldestro Toninelli sarebbe diventato un problema per lo stesso M5S e Luigi Di Maio vivrebbe le performance del suo ministro come un problema sempre meno gestibile («Cosa ha combinato stavolta?»). Sarà per questo che quando si parla di “rimpasto” di governo la prima casella a cui si guarda è quella delle Infrastutture e dei Trasporti. Una sostituzione che Toninelli potrebbe accogliere sportivamente. Ai bambini che lo interrogavano ha confessato: «Sono stato fortunato a essere entrato in Parlamento ed essere diventato ministro».

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