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È morto Bernardo Bertolucci, il cinema in lutto

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AVEVA 77 ANNI

È morto Bernardo Bertolucci, il cinema in lutto

È morto a Roma dopo lunga malattia Bernardo Bertolucci. Aveva 77 anni. Bertolucci era nato a Parma il 16 marzo 1941, ed è stato uno dei più grandi registi, sceneggiatori e produttori cinematografici italiani. Era conosciuto in tutto il mondo avendo diretto film di successo come Il conformista, Ultimo tango a Parigi, Il tè nel deserto, Novecento e L'ultimo imperatore, che gli valse l'Oscar al miglior regista e alla migliore sceneggiatura non originale.

È il solo regista italiano, finora, ad aver vinto un Oscar per la regia, considerando che Frank Capra, anche egli vincitore all'Oscar al miglior regista, era italiano ma naturalizzato poi statunitense. Nel 2007 gli fu conferito il Leone d'oro alla carriera alla 64ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e nel 2011 la Palma d'oro onoraria al 64º festival di Cannes. L’ultimo film da lui diretto è Io e te del 2012, tratto dal romanzo di Nicolò Ammaniti.

Parma era tutto per Bernardo Bertolucci, primogenito del poeta Attilio, cresciuto al cinema da Pier Paolo Pasolini (ne fu aiuto regista tra il ’60 e il ’61) e alla poesia da suo padre che lo incoraggiò a pubblicare la prima raccolta In cerca del mistero con cui vinse nel '62 il Premio Viareggio. Nello stesso anno Bernardo debuttava come regista con La commare secca da un racconto di Pasolini, conquistandosi due anni più tardi, con Prima della rivoluzione, la fama incontrastata di miglior autore di una nuova generazione di cineasti in cui l'ispirazione creativa va di pari passo con l'impegno civile.

Guarda l’intervista rilasciata a Cristina Battocletti domenica 6 maggio 2018 presso la fondazione Prada di Milano in occasione della presentazione della versione restaurata di “Ultimo Tango a Parigi”.

Bernardo Bertolucci: «Ultimo tango restaurato è un film che ancora colpisce per la sua forza»

Dopo anni di sperimentazione tra il Living Theatre e Sergio Leone (per cui scrisse insieme a Dario Argento il soggetto di C’era una volta il west) acquisì statura internazionale nel 1970 con due capolavori: Strategia del ragno e Il conformista dal racconto dell'amico Alberto Moravia. Due anni dopo scandalizzava il mondo intero con Ultimo tango a Parigi (mandato al rogo in Italia nel ’76 con sentenza definitiva). E nello stesso 1976 saldava la sua anima poetica, fortemente legata alla terra natale, e quella internazionale, figlia degli umori americani e del cinema inteso come prodigio meraviglioso, firmando il fluviale Novecento diviso in due atti.

Dopo alcune regie minori in cui, vedi La luna del '79, dedica un atto d'amore al prediletto melodramma, si trasferisce a Londra, adottato da Hollywood a cui regala la trilogia esotica, i nove Oscar de L'ultimo imperatore, il viaggio disperato del Te' nel deserto, la pace interiore del Piccolo Buddha. Rientrato in Italia con rinnovato desiderio di coglierne l'inquietudine con l'occhio ormai distaccato del grande viaggiatore stava preparando un Novecento Atto III destinato a concludersi alle soglie del nuovo secolo.

Cineasta sapiente, fedele ai collaboratori (dal montatore Kim Arcalli al fotografo Vittorio Storaro alla costumista Gabriella Pescucci), innamorato del bello e del lirico, Bertolucci ha piegato tutto il suo cinema al gusto del melodramma e alla fisicità della vita in cui va ricercata una pace interiore che forse coincide con la meditazione buddista.

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