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Rigopiano, chiusa l’indagine per 25 indagati

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l’accusa di omicidio colposo

Rigopiano, chiusa l’indagine per 25 indagati

Chiusa l’inchiesta sulla strage al resort di Rigopiano, nella quale il 18 gennaio 2017 morirono 25 persone per una valanga. I carabinieri stanno notificando l’atto a 25 persone (1 società). Sette i reati ipotizzati: disastro colposo, lesioni plurime colpose, omicidio plurimo colposo, falso ideologico, abuso edilizio, omissione d’atti d’ufficio, abuso in atti d’ufficio. A questi si aggiungono altri vari reati ambientali.

Gli indagati
Tra gli indagati ci sono anche l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, il presidente della provincia di Pescara Antonio Di Marco, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, e numerosi dirigenti pubblici. Provolo era stato trasferito a Roma. Provolo, e gli altri due funzionari Ida De Cesaris e Leonardo Bianco, sono indagati dalla Procura di Pescara perché «pur nella consapevolezza che quanto meno dal 16 gennaio la provincia di Pescara era in stato d’emergenza», in quanto la stessa Prefettura aveva inviato nota alla Presidenza del Consiglio e al ministero degli Interni, «soltanto all’esito della riunione in Prefettura del comitato dell’ordine pubblico alle ore 10,00 del 18 gennaio, invitava gli operatori della Prefettura a scendere nella sala della protezione civile determinando non prima delle ore 12.00 la reale operatività del Centro Coordinamento Soccorsi in forza della effettiva apertura della sala operativa della Sala Provinciale prima non funzionante».

L’ordinanza della Procura
Nell’ordinanza della Procura quindi si legge che «ormai troppo tardi, solo alle ore 18.28 del 18 gennaio», il prefetto si attivava «nel chiedere l’intervento di personale e attrezzature dell’Esercito Italiano per lo sgombero della neve nei paesi montani della provincia di Pescara» e altre turbine alla Regione Abruzzo. La valanga che ha travolto il resort di Rigopiano è arrivata poco prima delle ore 17,00, ma questo ritardo nell’attivare i soccorsi ha fatto sì che fossero determinate le condizioni per cui la strada provinciale dell’hotel fosse impercorribile per ingombro neve, di fatto rendendo impossibile a tutti i presenti in detto albergo di allontanarsi, tanto più allarmati dalle
scosse di terremoto della giornata».

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