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Dossier Nuove concessioni per A4 e A22

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Dossier | N. 339 articoliDossier circolazione stradale

Nuove concessioni per A4 e A22

Le corsie sull'autostrada A22 coperte dalla neve in Alto Adige al confine con l'Austria. (ANSA/Roberto Tomasi)
Le corsie sull'autostrada A22 coperte dalla neve in Alto Adige al confine con l'Austria. (ANSA/Roberto Tomasi)

Restano ancora molti i dettagli da definire sulla futura gestione dell’autostrada A22 (Brennero-Modena) e del tratto Venezia-Trieste dell’A4, dopo l’annuncio che per esse sono pronte nuove concessioni. Occorre soprattutto capire quale assetto avrà la Brenner Corridor, società interamente pubblica che gestirà l’A22: la questione è legata alla delicata partita che coinvolge il tratto Brescia-Padova dell’A4 e il prolungamento dell’A31 fino a Trento (la cosiddetta Valdastico Nord), resa ancor più complicata dalla loro entrata nell’orbita Benetton, ora che Atlantia sta per rilevare Abertis che le aveva acquisite nel 2016.

L’annuncio era stato dato domenica su Facebook dal ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Dalle opposizioni, commenti polemici.

Le nuove concessioni rispettano lo schema della Ue, secondo cui l’unico modo per non mettere a gara l’affidamento è quello di creare società interamente pubbliche. Le Province autonome di Trento e Bolzano hanno già deliberato la costituzione della Brenner Corridor, della quale però non è stata ancora chiarita la governance. L’8 novembre Toninelli aveva annunciato che questo nodo era stato sciolto, ma non è stato ancora spiegato se il previsto ruolo di preminenza dello Stato sarà “digerito” da tutti gli enti locali soci nell’attuale gestore (Autobrennero). Dubbi locali anche sulla redditività dei pedaggi previsti.

È invece chiaro che Toninelli intende evitare le controindicazioni tipiche di quando si evita la gara, cioè extraprofitti per il soggetto che continua a gestire l’infrastruttura: tra gli emendamenti al decreto fiscale in discussione al Senato ce n’è uno che disciplina gli investimenti concordati con lo Stato a concessione scaduta, prevedendo tra l’altro un ruolo per l’Autorità di regolazione dei trasporti, finora escluso.

Teoricamente Autobrennero dovrebbe restare attiva occupandosi delle future Campogalliano-Sassuolo e Cispadana, che hanno prospettive incerte. E tra i soci privati c’è, al 4,23%, Serenissima Partecipazioni, che fa capo alla Brescia-Padova, la cui concessione è scaduta nel 2013. Abertis ha provato a ottenere una proroga con l’impegno a costruire la Valdastico Nord, sinora osteggiata da Trento e Bolzano e dichiarata illegittima lo scorso luglio dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. Ma ultimamente il nuovo presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, è apparso “possibilista” e quel 4,23% in Autobrennero potrebbe essere utilizzato per influenzare alcune decisioni. Sullo sfondo restano i contrasti Benetton-Governo sulla concessione di Aspi dopo il crollo del Ponte Morandi.

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