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Dalla casa abusiva al lavoro nero, i fronti aperti di Di Maio senior

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CINQUE STELLE

Dalla casa abusiva al lavoro nero, i fronti aperti di Di Maio senior

C’è l’inchiesta de «Le Iene» che ha fatto emergere quattro casi di muratori impiegati in nero nell’azienda edile di famiglia, l’Ardima Srl. I casi si sarebbero verificati tra il 2008 e il 2010, quindi prima che suo figlio diventasse socio ed entrasse nell’assetto proprietario dell’azienda. E c’è un altro fronte che chiama in causa Antonio, il padre del vicepremier dell’esecutivo giallo-verde, Luigi Di Maio. Un abuso edilizio della casa dove il capo politico dei Cinque Stelle tuttora risiede, nonostante trascorra gran parte del tempo a Roma per impegni di governo.

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La casa di famiglia costruita 52 anni fa e condonata nel 2006
La casa a tre piani di Pomigliano d’Arco, dove il vicepremier risiede nonostante trascorra gran parte del suo tempo a Roma, costruita 52 anni fa dal nonno di Luigi, è stata condonata nel 2006 dal padre Antonio. Di Maio senior lo ha ammesso a una troupe di “Stasera Italia”: «l’abuso edilizio c’è stato - ha affermato -, io non le dico che non ci sia stato, perché all’epoca questo era il metodo di costruire in questa zona».

Di Maio senior: «dove sta la notizia?»
«Dove sta la notizia?», si è chiesto. «Io ho condonato una casa fatta nel 1966 da mio padre, dove mio figlio risiede ma che all’epoca non stava neppure nei conti di essere concepito», ha continuato Di Maio padre. «Qual è la stranezza? La legge consentiva di regolarizzare alcune case che fossero state fatte abusivamente o che non avessero certificazioni. Si potevano condonare. Visto che la spesa non era immane, ho pensato di sanare il tutto», ha concluso.

Il fabbricato che non sarebbe stato registrato al catasto
C’è poi un altro caso: un terreno di famiglia, un fabbricato che, secondo «Il Giornale», non sarebbe stato registrato al catasto. «C’è un rudere colpito dal terremoto dove mio padre viveva con gli zii, e altri edifici sgarrupati» - ha spiegato il leader politico pentastellato davanti alle telecamere di La7 -. Si vedrà se è accatastato». Dal modello Persone fisiche 2018 (redditi 2017) di Antonio Di Maio emerge che il padre del vicepremier è comproprietario di quattro fabbricati e nove terreni.

Di Maio assicura: ho lavorato per l’azienda di mio padre in maniera regolare
A tenere banco in queste ore è tuttavia il faro acceso dalla trasmissione televisiva sui casi di lavoratori in nero, soprattutto perché questi casi sono riconducibili al padre di Di Maio, nella doppia veste di leader politico di un Movimento che ha fatto del rispetto delle regole e della lotta al sommerso un cavallo di battaglia, e di ministro del Lavoro. Lui, Di Maio, ha garantito di aver lavorato per il padre nell’azienda di famiglia in maniera regolare. «Esibirò le buste paga e tutte le certificazioni», ha assicurato. Fino al 2013 titolare dell’azienda di famiglia è la madre di Di Maio, Paolina Esposito; il padre la gestisce. Dopodiché la società passa ai figlio. Ad oggi le quote sono divise a metà tra Luigi e sua sorella Rosalba, mentre l’altro fratello del vicepremier, Giuseppe Di Maio, è amministratore unico.

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