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lavoro nero e abusivismo: vicepremier sotto i riflettori

Di Maio, parla il padre: «Chiedo scusa per errori commessi, mio figlio non sapeva»

Il faro della trasmissione “Le iene” di nuovo puntato sulla famiglia del vicepremier Luigi Di Maio, già al centro delle polemiche per i presunti abusi edilizi in un terreno di proprietà a Mariglianella (Napoli), su Facebook il padre del vicepremier chiede scusa al figlio per «per gli errori commessi» e agli operai «che hanno lavorato senza contratto nella sua azienda».

Dopo le polemiche l'utilizzo di lavoratori in nero da parte dell'impresa edile Ardima Costruzioni del padre Antonio e, in passato, il ruolo di titolare della ditta della madre, Paolina, nonostante sia una pubblica dipendente. Nell'ultimo servizio sulle vicende dei Di Maio, andato in onda domenica 2 dicembre, gli inviati Filippo Roma e l’autore Marco Occhipinti arrivano a ipotizzare per il capo politico M5S il ruolo di prestanome nell’azienda di famiglia, prospettando il possibile reato di concorso in elusione fraudolenta. In pratica, Luigi Di Maio avrebbe avuto un ruolo di prestanome per salvaguardare l'Ardima Costruzioni nell'ambito del contenzioso tra il padre ed Equitalia per un debito di 176mila euro.

Le scuse di Di Maio padre: mio figlio non sapeva
Su Facebook arrivano le scuse del padre del vicepremier M5s: «Chiedo scusa per gli errori che ho commesso, chiedo scusa alla mia famiglia per i dispiaceri che hanno provato, e chiedo scusa anche agli operai che hanno lavorato senza contratto per la mia azienda anni fa», dice Antonio Di Maio in un video su Facebook in cui racconta la verità sulle vicende della sua azienda. E spiega che il figlio Luigi non era a conoscenza dei lavoratori impiegati in nero: «Mi dispiace per mio figlio Luigi che stanno cercando di attaccare ma, come ho già detto, lui non ha la minima colpa e non era a conoscenza di nulla». «Sono orgoglioso di mio figlio», «posso solo incoraggiarlo ad andare avanti perchè credo stia facendo il bene di questo Paese», conclude il padre del vicepremier. E poi, commentando la presenza dei giornalisti e di alcuni droni visti sorvolare la sua proprietà di Mariglianella, il padre di Di Maio aggiunge: «Forse non spetta a me giudicare, ma mi sembra un trattamento che si riserva a un pericoloso criminale e mi spiace anche per i miei vicini e per tutto il paese».

“Chiedo scusa per gli errori che ho commesso, chiedo scusa alla mia famiglia per i dispiaceri che hanno provato, e chiedo scusa anche agli operai che hanno lavorato senza contratto per la mia azienda anni fa”

Antonio Di Maio, padre del vicepremier Luigi Di Maio 

Il padre del vicepremier: nessuna elusione fraudolenta
Parlando del servizio del recente servizio de Le Iene, il padre di Di Maio ha spiegato che «non esiste nessuna elusione fraudolenta, nel 2006 ho deciso di chiudere la mia azienda per debiti tributari e previdenziali che non ero in grado di pagare». «Questi avevano bloccato l’attività di impresa per cui non vi era altra strada che chiuderla - ha spiegato - non ho sottratto i miei beni alla garanzia dei creditori, tanto è vero che, 4 anni dopo, nel 2010, Equitalia Polis Spa agente della riscossione per la provincia di Napoli iscrive ipoteca legale su due terreni e un fabbricato di mia proprietà a Mariglianella». Sui sequestri effettuati a Mariglianella dai vigili urbani, di tre piazzole con rifiuti nel terreno di comproprietà del papà del vicepremier, aggiunge: «Ammetto che nel cortile avevo lasciato qualche mattone e dei sacchi con materiale edile e altre cose. Ma essendo la mia proprietà privata non pensavo che questo potesse essere addirittura un reato ambientale. Anche in questo caso, se ho sbagliato me ne assumo la responsabilità». Riguardo a quanto ipotizzato sull’elusione, Antonio Di Maio spiega poi che la moglie ha pagato «regolarmente le tasse» per l’attività di impresa avviata dalla stessa consorte dopo che lui aveva chiuso la propria.

“Stalla” trasformata in villetta con piscina
A corredo del servizio trasmesso domenica, la trasmissione Le Iene ha mostrato un nuovo video in cui Luigi Di Maio nuota in una piscina che sarebbe una pertinenza di una casa abusiva, immortalata in un fermo immagine. La casa con piscina, a Mariglianella, è stata mostrata al ministro - spiegano le Iene sul loro sito - e lì secondo i suoi ricordi ci sarebbe stata una stalla. Ma in una foto del 2013 si vede però Di Maio che si fa un bagno - continuano le Iene - in quella stessa piscina con fabbricato abusivo alle sue spalle in bella evidenza.

ANSA/LE IENE

Pd all’attacco con l’hastag #DiMaioBugiardo
Gli ultimi approfondimenti sulla famiglia Di Maio hanno riacceso le polemiche, alimentate in particolare dai partiti d'opposizione. Per il Pd, a guidare l'attacco al vicepremier è il deputato Luciano Nobili, che su Twitter elenca gli addebiti: «Prestanome per far eludere il fisco al padre. Titolare di un'azienda che ha assunto in nero. Quella che per lui era una stalla è invece la casa abusiva con piscina dove faceva il bagno. Ancora una volta #DiMaio sbugiardato in diretta televisiva. Ora basta. #DiMaioBugiardo». «Bugie, costruzioni abusive, lavoro nero, cartelle esattoriali scomparse, irregolarità nell’intestazione dell’impresa. E #DiMaio che ha perso la memoria su tutto. Venga in Parlamento, è sempre più urgente. #LeIene #dimaiobugiardo», rincara la dose sempre su Twitter il capogruppo al Senato Andrea Marcucci.

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