Italia

Governo: se andasse male, si torni alla competenza

  • Abbonati
  • Accedi
il governo dei ragazzi

Governo: se andasse male, si torni alla competenza

Di giovani al governo, soprattutto alla guida, se ne sono visti pochi, nel nostro paese. Nulla unisce le strutturate, curriculari “ carriere” politiche del passato con la fortuita episodicità degli odierni mandati, parlamentari e di governo. Tutto cambia nel 2014 : Matteo Renzi, quaranta non ancora compiuti, spazza letteralmente via come ruggine nociva un paio di generazioni di leader del suo partito. La chiama rottamazione, con garbo, ed è il suo programma.

Di un esperimento per molti versi rivoluzionario, restano tracce ormai quasi archeologiche. Il tonfo ha trascinato con sé l'intero partito, e decenni di storia repubblicana: quella di un paese stremato che riemerge da dittatura e guerra, e in pochi lustri diventa una potenza industriale, culturale, un miraggio per i cittadini del mondo.

Siamo oggi al secondo rinnovamento integrale, in quattro anni. Al governo arrivano ragazzi, più che giovani. Ragazzi che dopo pochi mesi di governo paiono precocemente svuotati. Del resto, le ambizioni sono apparse subito spropositate rispetto alla cifra e alla strumentazione dei protagonisti. I rischi li vedono tutti: gli increduli, gli speranzosi, gli impauriti; a quanto è dato di vedere, gli stessi uomini di governo. Che si fa, se è un nuovo tonfo? Escludendo il ricorso agli adolescenti, per un illuminato impedimento giuridico, è fisiologico e necessario il ritorno alla cultura, alla competenza, al senso dello Stato, al servizio anziché al potere. Ce ne è una grande riserva. Una riserva di materie prime e affinate.

Prevedibili, le obiezioni. Quello in carica sarebbe “il governo del popolo “ , la prima: sospinta da una estenuante, arbitraria, faziosa distinzione tra governi legittimi e abusivi. Il governo in carica è l'unico, a memoria, del tutto assente dalle opzioni presenti il 4 marzo , al punto da essere inopinato e inimmaginabile. Non un elettore, compresi i due vicecapi del governo, ha votato per questo governo. Che è legittimo, non dal momento del voto, bensì dal momento della fiducia delle Camere. Legittimo, quindi, al pari dei governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni.

Piuttosto, i conti vanno fatti con un sentimento allevato con cura negli anni, e che potremmo chiamare “invidia culturale” : moderna versione dell'invidia sociale con cui è stato definito negli anni l'anelito egualitario della sinistra . L'invidia culturale è figlia della semplificazione dei problemi complessi, della sopravvenuta inutilità del sapere, della supposta genericità e banalità dell'impegno politico e di governo. La responsabilità più alta e complessa verso il proprio paese. Se la cultura torna a dialogare con la politica, avviene l'unica, reale semplificazione dei problemi.

E tutte le generazioni, a partire da quella di uno straordinario gruppo di ottuagenari o quasi, offrono competenza, cultura, senso dello Stato. Il vero sovranismo, quello che non deve sventolare bandiere, è questo.
montesquieu.tn@gmail.com

© Riproduzione riservata