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Di Maio scioglie l’azienda di famiglia, il fratello sarà…

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dopo le rivelazioni

Di Maio scioglie l’azienda di famiglia, il fratello sarà liquidatore

Il vicepremier Luigi Di Maio, a quanto si apprende da fonti M5s, ha sciolto l'azienda di famiglia Ardima srl nominando il fratello Giuseppe liquidatore. Di Maio già ieri sera aveva annunciato che avrebbe liquidato l’azienda di famiglia, cosa che ha messo in atto oggi insieme alla sorella Rosalba. La decisione arriva dopo le rivelazioni della trasmissione Le Iene, che ha fatto emergere quattro casi di muratori impiegati in nero proprio nell’Ardima Srl. I casi si sarebbero verificati tra il 2008 e il 2010, quindi prima che il vicepremier diventasse socio ed entrasse nell'assetto proprietario dell'azienda. «Errori» per i quali il padre di Di Maio si è scusato pubblicamente con un video su Facebook.

PER SAPERNE DI PIÙ: Nel 2017 il padre di Di Maio ha dichiarato un reddito imponibile di 88 euro

Intanto, saranno notificati nelle prossime ore ad Antonio Di Maio e a sua sorella gli atti dell’avvio del procedimento per l'abbattimento dei manufatti abusivi e per la rimozione dei rifiuti presenti sul terreno a Mariglianella (Napoli) di comproprietà del papà e della zia del vicepremier Luigi. Stamattina, gli atti sono stati consegnati all'ufficio protocollo del Comune di Pomigliano d'Arco, dove risiede Antonio Di Maio, e inviati per raccomandata anche al Comune di Loano (Reggio Emilia), dove vive la sorella dell’uomo.

GUARDA IL VIDEO: Dalla casa abusiva al lavoro nero, tutte le grane di Di Maio senior

Atto dovuto dopo i sigilli posti dai vigili
Un atto dovuto, quello dell’avvio del procedimento, dopo che i vigili urbani di Mariglianella, nei giorni scorsi, hanno effettuato i controlli sulla proprietà dei Di Maio in via Umberto I, riscontrando quattro manufatti che dai primi accertamenti risultano essere abusivi, e la presenza di rifiuti inerti, per lo più scarti edili, su tre piazzole dello stesso terreno. Gli agenti della polizia municipale hanno fatto quindi scattare i sigilli per i presunti abusi e per la presenza dei rifiuti, inviando gli atti alla Procura di Nola. In seguito a tutto ciò l'avvio del procedimento da parte degli uffici comunali, che potrebbe portare all'ordinanza di abbattimento e di ripristino dei luoghi.

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