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Stadio Roma, vertice in Campidoglio: opera all’esame dell’Aula ad inizio 2019

Si è tenuta lunedì sera la riunione in Campidoglio sul progetto dello Stadio della Roma a Tor di Valle. L'incontro (previsto inizialmente per martedì) ha avviato l’analisi del parere del Politecnico di Torino sull’opera, con un occhio in particolare al piano trasporti e alla viabilità, che senza il nuovo ponte di Traiano, cancellato dopo la riduzione delle cubature, rischia di andare in tilt. La sindaca di Roma Virginia Raggi, che aveva richiesto il parere tecnico dopo l'inchiesta della magistratura di quest’estate, ha incontrato gli uffici e gli assessori competenti - quello della Mobilità, Linda Meleo, e quello dell'Urbanistica, Luca Montuori - per analizzare il documento: dati, grafici e tabelle che compongono un dossier che da oggi in poi dovrà essere studiato a fondo dagli uffici. Il Politecnico non avrebbe riscontrato criticità particolari.

In attesa della due diligence
Il sì o il no all’operazione stadio dovranno pronunciarlo però i tecnici comunali la cui due diligence su tutti gli atti amministrativi (avviata dopo l’inchiesta che ha coinvolto il costruttore Luca Parnasi, ex ad di Eurnova, accusato dai pm di associazione per delinquere e reati di tipo corruttivo legati all’operazione stadio) arriverà nel 2019. A quanto si apprende dal Comune i dipartimenti di Urbanistica e Mobilità sono al lavoro: le verifiche stanno procedendo e si stanno completando le controdeduzioni alle osservazioni pervenute.

L’ottimismo della sindaca
Gli uffici del Campidoglio in realtà non hanno mai smesso di lavorare sul dossier stadio, sebbene ci sia stato un forte rallentamento dopo l’inchiesta di quest’estate, dettato dall’esigenza ravvisata dalla prima cittadina di ulteriori approfondimenti. Da tempo, però, è lei stessa che si mostra ottimista sull’iter da portare avanti: «A meno che non ci sia un disastro epocale, cosa che escludo perché tutte le istituzioni in conferenza dei servizi hanno dato l’ok, si procederà con lo stadio della Roma, eventualmente apportando le modifiche che servono», aveva detto chiaro e tondo lo scorso 7 ottobre.

Al lavoro sulla convenzione
Gli uffici capitolini starebbero continuando a lavorare con Eurnova (titolare della iniziativa immobiliare a Tor di Valle) e il nuovo ad Giovanni Naccarato (nominato dopo la bufera giudiziaria che si è abbattuta su Parnasi) alla convenzione, ovvero il documento che riguarda tutti aspetti contrattuali che disciplinano il rapporto tra ente pubblico e soggetto privato.

La trattativa di Pallotta
Il presidente della Roma James Pallotta, intanto, è pronto a chiudere la trattativa per rilevare da Eurnova il progetto stadio e i terreni di Tor di Valle, per un importo tra i 95 e i 120 milioni. Il nuovo impianto avrà una capienza di 52.500. spettatori. Stando al progetto si tratterà di una sorta di “distretto dell'intrattenimento”, in cui ci saranno anche negozi, ristoranti e
bar, oltre al Roma Superstore e alla Hall of Fame interattiva dell'As Roma.

GUARDA IL VIDEO - Il nuovo stadio di Roma, tutte le tappe

Il ruolo del consiglio comunale
Ma gli step finali dell’opera sono attesi in Aula Giulio Cesare, il consiglio comunale, dove dovrà passare la stessa convenzione insieme alla variante urbanistica. È questo infatti l’ultimo passaggio del progetto (che ha comunque già incassato l’ok della conferenza dei servizi formata da tutti i soggetti
titolati, dalla Regione alla Città Metropolitana, dal Comune allo Stato), tanto importante ai fini della costruzione dell'impianto sportivo, quanto delicato per misurare la compattezza nel voto del M5S su un'opera molto dibattuta. Tanto più che dopo l’inchiesta giudiziaria per corruzione la pattuglia pentastellata dei contrari al progetto si è rafforzata Se tutto - come sembra per ora - filerà liscio, l’approdo degli atti in assemblea capitolina, potrebbe arrivare a inizio 2019. Non a caso Pallotta, secondo quanto riportato dal Messaggero, pretenderà una clausola per blindarsi. E cioè che il pagamento scatti solo con l’approvazione di convenzione e variante urbanistica da parte del consiglio comunale.

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