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Telecom Italia: Antitrust boccia gli impegni nel procedimento sulla rete in fibra

L’Antitrust boccia la nuova versione degli impegni presentati da Telecom Italia per chiudere il procedimento per abuso di posizione dominante nel mercato all’ingrosso e al dettaglio dei servizi a banda larga e ultralarga.
Il procedimento aveva avuto avvio il 28 giugno 2017 dopo gli investimenti in banda ultra larga progettati da Tim nelle aree bianche, cioè nelle aree a fallimento di mercato dove gli operatori si erano detti inizialmente disinteressati a investire.
Era il piano Cassiopea, poi sospeso, che era stato voluto dall’allora amministratore delegato di Tim, Flavio Cattaneo. Successivamente l’Autorità aveva esteso il provvedimento all’abuso di posizione dominante nei servizi di rete per accertare «la strategia di pricing di Tim nel mercato wholesale», e «l’utilizzo delle informazioni privilegiate relative ai clienti degli operatori alternativi sul mercato retail».

L’Antitrust, in particolare, ha acceso i riflettori sull’ipotesi di margin squeeze, ovvero compressione dei margini, condotta che si esplicita in una politica di sconti alla grande clientela per il servizio di accesso al dettaglio alla rete fissa, con effetti restrittivi della concorrenza. Il provvedimento dell’Antitrust si sarebbe dovuto concludere il 31 ottobre scorso ma l’Autorità ha deciso di prorogare la scadenza al 31 maggio 2019.
Quanto alla nuova serie di impegni rigettati, l’Antitrust scrive, tra i vari punti, che le proposte presentate da Telecom «contenute nell’impegno alternativo alla separazione societaria, non appaiono idonee a fornire delle garanzie strutturali rispetto alla parità di trattamento , posto che esse sono riconducibili essenzialmente a un ampliamento di strumenti in larga parte già adottati da Telecom Italia (ad esempio il modello di equivalence)».
All’Antitrust Telecom Italia non ha presentato impegni che arrivano alla separazione della rete, in attesa della conclusione da parte dell’Agcom del procedimento sulla proposta volontaria di scorporo del network (che prevede fino alla separazione legale ma non proprietaria). Ma l’Antitrust non li ha ritenuti sufficienti.

(Il Sole 24 Ore - Radiocor Plus)

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