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Spiezia: «Più collaborazione internazionale per contrastare le…

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parla il membro italiano di eurojust

Spiezia: «Più collaborazione internazionale per contrastare le mafie»

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

«È stato istituito un metodo nuovo, non è stato semplice convincere gli altri della necessità di una collaborazione internazionale, ma questa è l'evoluzione dell'idea di pool antimafia voluta da Giovanni Falcone».

Nel giorno in cui una maxi retata tra Europa e Sud America – con 90 arresti – conferma la dimensione internazionale della ‘ndrangheta, Filippo Spiezia, magistrato, membro italiano di Eurojust, saluta con soddisfazione soprattutto «il riconoscimento formale di un modo di lavorare, che sarà un patrimonio anche per il futuro, con l'istituzione per la prima volta di una squadra internazionale». D'altra parte, senza di essa, questi risultati, con la scoperta anche di alleanze all'estero tra cosche diverso nel traffico di droga soprattutto, «non sarebbe stata possibile senza la presenza di agenzie europee» , avverte il gip di Reggio Calabria nell'ordinanza di custodia cautelare.

Un metodo di lavoro nuovo, ma comunque in ritardo rispetto alla dimensione internazionale della mafie, da tempo acclarata…
Vero, ma il ritardo non è dovuto alla mancanza di attenzione da parte degli investigatori stranieri. Gli olandesi, ad esempio, erano sul pezzo, fin dal 2015. E' un problema di approccio metodologico, basti pensare che abbiamo impiegato sei mesi solo per far comprendere l'utilità di creare questa squadra. Ad esempio, loro pensavano si trattasse solo di una storia di riciclaggio, non della presenza attiva di cellule criminali sul loro territorio.

L'Italia è da sempre pioniera della collaborazione internazionale, nel contrasto alle mafie, come sul terrorismo, la cui dimensione supera, appunto, i confini dei vari Stati. Quest'operazione può essere considerata come un ulteriore passo verso una maggiore consapevolezza della necessità di collaborare di più? Ampliando, ad esempio, i compiti del Procuratore europeo che sarà presto nominato?
Le faccio l'esempio del Belgio: non sono entrati nella squadra comune, ma quando i colleghi olandesi hanno percepito la delicatezza dell'indagine, hanno deciso di collaborare e hanno dimostrato consapevolezza e attenzione. Quanto all'evoluzione futura, credo che Eurojust stia già cambiando molto. Oggi è una struttura operativa, che si affianca agli investigatori internazionali e alle autorità giudiziarie. Prima di espandere le competenze del Procuratore europeo, per ora limitate ai reati contro l'Ue – (da qualche settimana c'è anche il bando per la nomina e ogni Paese presenterà tre candidature) – io suggerirei di usare in pieno gli strumenti esistenti.

Le difficoltà non sono poche nella collaborazione concreta su questi temi. Molti Paesi hanno ad esempio norme antimafia molto diverse dalla nostra e non riconoscono a volte lo stesso reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Possiamo considerare la creazione di questa squadra internazionale come l'evoluzione moderna dell'idea di pool antimafia, voluta per quell'epoca, da Giovanni Falcone?
L' operatività di una squadra investigativa comune e l'esistenza di una struttura sovranazionale risponde proprio a quell' idea e a quel modello immaginato da Falcone. Per questo, abbiamo voluto dedicato a Falcone e Borsellino il desk italiano ad Eurojust.

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