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Ecotassa sulle auto, tensione nel Governo. Crippa (M5S): «Modifiche solo limitate»

Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Davide Crippa (Imagoeconomica)
Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Davide Crippa (Imagoeconomica)

«Si potrà discutere di alcuni aspetti», ma le modifiche dovranno essere limitate. A parlare così, intervenendo a Effetto Giorno su Radio24, è il sottosegretario allo Sviluppo economico Davide Crippa, del Movimento 5 Stelle, sull’ecotassa introdotta in manovra. «Nel contratto di governo c'è un chiaro obiettivo, ossia la penetrazione delle vetture elettriche e conseguentemente la mobilità elettrica. È scritto nero su bianco. Ed è evidente che noi dobbiamo anche dare delle risposte alle procedure di infrazione europee sulla Pianura Padana. Però sgomberiamo il campo da eventuali equivoci: questa non è una tassa sull’esistente ma è un'imposta sulle auto più inquinanti di futura immatricolazione».

Quindi immaginate modifiche molto limitate?
«Io sono convinto di questo, perché altrimenti non andiamo ad incentivare un sistema. Le case costruttrici si sono mosse manifestando alcune contrarietà, ma nei piani di sviluppo industriali bisogna tirar fuori dal cassetto progetti che sono lì, giacenti da anni. Ci sono già in progettazione auto ibride che beneficerebbero del bonus, ci sono già auto completamente elettriche che beneficerebbero del bonus».

Ma perché non mantenete l’incentivo per elettrico e ibrido e cancellate la tassa sulle altre auto?
«Siamo in un momento finanziario nel quale per finanziare un bonus bisogna farlo con un malus. E poi molti comuni continuano a restringere, vista la cattiva qualità dell’aria, la possibilità di circolare alle auto più inquinanti, andando verso una qualità del mezzo circolante sempre più alta. Conseguentemente continuare a fare finta di nulla espone il consumatore al rischio di non poter utilizzare l'auto magari tra 4 o 5 anni. Vale la pena provare a rivedere un sistema di incentivazione, in modo che dia una prospettiva futura di più ampio respiro? Altrimenti rimaniamo ancorati alle medesime visioni».

Non arretrerete?
«Si potrà discutere di alcuni aspetti. Per esempio dobbiamo parlare innanzitutto della base dati: ora stiamo facendo delle verifiche su alcuni dati che ci sono stati forniti dal ministero sulle emissioni e per noi alcuni veicoli a diesel e benzina rientravano nei parametri sotto i 90. Ci sono dati, per esempio quelli pubblicati sul Sole 24 Ore, che devono essere confrontati con quelli che avevamo. Sulla base di questi dati che guardiamo e stiamo incrociando in questi giorni, vedremo se c'è da ricalibrare. Però rimane il principio per cui io non posso non far pagare un malus a chi decide di comprarsi un'auto diesel inquinante o un Suv e immaginare che questo possa andar bene per i prossimi anni».

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