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Scissione Pd al via, Renzi prepara la candidatura a Strasburgo

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Servizio |CENTRO-SINISTRA

Scissione Pd al via, Renzi prepara la candidatura a Strasburgo

Marco Minniti con Matteo Renzi (Ansa)
Marco Minniti con Matteo Renzi (Ansa)

Doveva essere - almeno nelle intenzioni dei renziani - un congresso chiarificatore tra due linee contrapposte: quella di chi guarda a sinistra, e al futuro dialogo con una parte del M5S o almeno con gli elettori del M5s che hanno abbandonato il Pd alle ultime elezioni, e quella di chi si oppone tout court ai “populisti” e “sovranisti” al governo, tanto la Lega quanto il M5S, provando a intestarsi la bandiera del riformismo liberal-democratico.

Nicola Zingaretti (e in parte Maurizio Martina) in segno di discontinuità con il “renzismo” contro Marco Minniti a tenere dritta la barra del riformismo dei governi Pd della scorsa legislatura. Con la rottura tra Minniti e Matteo Renzi e il ritiro dell'ex ministro degli Interni dalla corsa congressuale gli eventi sono precipitati e d è molto probabile che questo confronto si trasferirà direttamente nelle urne, alle elezioni europee del prossimo maggio.

Già, perché il “partito di Renzi”, che fino a ieri era un'opzione, in poche ore è diventato realtà. E l'ex premier, da settimane ormai convinto che al di là dei candidati alla leadership è proprio il brand Pd che non funziona più, sta pensando di lanciare il nuovo soggetto aperto alla società civile già a gennaio, a congresso dem in corso (le primarie sono previste per il 3 marzo). Con l'obiettivo, appunto, di contarsi alle europee. La missione a Bruxelles proprio mentre a Roma si consumava la rottura tra Minniti e gli emissari renziani .

Lorenzo Guerini e Luca Lotti ha avuto proprio questo obiettivo: preparare il terreno per una larga alleanza antisovranista in Europa che comprenda oltre ai socialisti in crisi anche i Liberali (ieri Renzi ha visto Marghrete Vestager, liberale dell'Alde, oltre a Jean Claude Juncker del Ppe e Pierre Moscovici del Pse), i Verdi, il partito macroniano En Marche e lo spagnolo Ciudadanos. E naturalmente il nuovo partito di Renzi sarà guidato da Renzi stesso nella corsa alle europee di maggio. La sua candidatura a Strasburgo, in passato sempre negata, è ormai nei fatti. E considerando che l'asse antisovranista - inteso nel senso largo da Tsipras a Macron, contando anche sul possibile appoggio del Ppe - a Strasburgo sarà maggioranza, l'ambizione di Renzi - sempre che l'«esperimento» alla Macron abbia un qualche successo nelle urne - è puntare alla guida dell'Europarlamento (la nomina a commissario è invece esclusa, dal momento che dovrebbe avere l'appoggio del governo italiano).

Resta naturalmente tutta da verificare la fattibilità politica dell'operazione: alcuni istituti demoscopici danno il partito di Renzi attorno al 12 per cento, ma si sa che tra i sondaggi a freddo e la realtà c'è di messo il mare e che gli scissionisti sono stati fin qui sempre puniti dagli elettori italiani. E resta da vedere che cosa ne sarà del Pd, a cominciare dal Parlamento dove un centinaio circa di eletti renziani non possono restare semplicemente a guardare l'esito del congresso. C'è chi, come Stefano Ceccanti, indica la strada di trovare subito una candidatura alternativa per marcare la posizione politica restando comunque nel partito, anche in minoranza. Ma c'è anche la possibilità della creazione a breve di gruppi nuovi: un anticipo della scissione. Anche se in Senato i nuovi regolamenti impediscono la formazione di gruppi non corrispondenti a partiti presentatisi alle elezioni lasciando ai renziani due strade: o confluire nel gruppo misto o usare il “logo” del partito centrista di Beatrice Lorenzin.

Nelle prossime ore la situazione si chiarirà, ed è probabile che assisteremo a una scissione nella scissione: quella tra i renziani che vorranno seguire il leader nella nuova avventura e i renziani che invece vorranno restare nel Pd in ogni caso. In un'atmosfera da cupio dissolvi, con le voci di un progetto di partito autonomo dal Pd e anche da Renzi al quale starebbe lavorando l'ex ministro dello Sviluppo Carlo Calenda.

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