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Tav, l’Europa avverte: se l’Italia ritarda i lavori…

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Tav, l’Europa avverte: se l’Italia ritarda i lavori dovrà restituire i soldi ricevuti

  • – di C. A. F

«La Commissione Ue non può escludere di chiedere all’Italia di ripagare i contributi della Connecting Eurpe Facility (Cef) già avuti se i fondi non possono essere ragionevolmente spesi in linea con le scadenze dell’accordo di finanziamento, in applicazione del principio “usare o perdere i fondi”».

Lo ha indicato il portavoce comunitario responsabile dei trasporti dopo l’annuncio di rinvio al 2019 delle decisioni sulla Tav. «Al momento non può essere indicata una cifra» ma, ha sottolineato il portavoce, «speriamo questo
non succeda perché pensiamo che la Torino-Lione sia un progetto importante».

Progetto strategico per l’Europa
Come riporta il Sole 24 Ore Radiocor, il portavoce ha spiegato che per la Commissione, la Tav «è un progetto strategico di dimensioni europee ed è significativamente finanziato dal bilancio Ue: come ogni altro progetto finanziato dalla Connection Europe Facility si fonda su un accordo di finanziamento con un preciso calendario per il completamento dei lavori: il progetto attualmente è in corso ed è importante che tutte le parti mantengano i loro sforzi per completarlo nei tempi previsti, in linea con l’accordo».

Il vicepremier Salvini: faccio il tifo per il sì
«Io se prendo un impegno lo porto fino in fondo. Ci sono dei tecnici che stanno facendo il loro lavoro. Io al responso dei tecnici mi atterrò». Così il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, interpellato nel corso della trasmissione Mediaset Mattino Cinque sulla Tav e se si opporrà ad un “no” degli alleati di governo alla realizzazione dell’opera, ricordando l’analisi costi-benefici in corso sulla base del contratto di governo. In precedenza Salvini, parlando in radio, aveva detto di fare il tifo per il “sì” all’opera.

Toti: i concorrenti scelgono corridoi alternativi
Una risposta indiretta al vicepremier Salvini arriva dal governatore della Liguria Giovanni Toti, esponente di spicco di Forza Italia: «Il tempo sta diventando una merce molto preziosa. I vettori internazionali della logistica, che si organizzano lungo corridoi alternativi, non attendono certo le scelte del ministro Toninelli». E la Lega, secondo Toti, «non può permettersi di troncare un legame con il suo blocco sociale di riferimento, che chiede infrastrutture, energia a costi contenuti, mercato unico».

I “sì Tav” di Torino: non ci fermeremo
Nella mattinata di giovedì 6 dicembre, a poche ore di distanza dall’incontro avuto a Roma con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e gli altri esponenti del governo, manifesta tutta la sua preoccupazione anche Giovanna Giordano Peretti, una delle sette organizzatrici della manifestazione dello scorso 10
novembre a sostegno della Torino-Lione «Siamo costernate e preoccupate per
quanto sta accadendo nelle ultime ore. Ci riferiamo, in particolare, al vertice dei rappresentati delle categorie produttive con il Governo, vertice che ha registrato
l’ennesimo rinvio nei lavori per la Tav». Giovanna Giordano Peretti lo scrive su Facebook, nel gruppo “Sì Torino va avanti”. «Non ci fermeremo»,
assicura: «Pensiamo anche ad altri no e ai crescenti atti contrari alla
democrazia o in violazione delle regole», scrive citando «il caso dei cartelli notav abusivi di cui è inondata la nostra città, come più volte denunciato in questo gruppo e sui giornali attraverso articoli o lettere dei cittadini».

Per il gruppo che sostiene il completamente della linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione «occorre una riflessione molto seria per mettere a fuoco e coordinare le azioni. Ora vogliamo soltanto dirvi che abbiamo a
cuore le sorti della nostra città e del nostro Paese, quindi non ci fermeremo. Il 10 novembre - garantisce - è stato solo l’inizio».

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