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La Lega a piazza del Popolo. Salvini: Europa degli zerovirgola…

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la kermesse romana

La Lega a piazza del Popolo. Salvini: Europa degli zerovirgola destinata a fallire

«Abbiamo cominciato il cammino giusto, se i portavoce di poteri forti sono contro di noi, vuol dire che stiamo facendo le cose giuste per sessanta milioni di italiani. E non molleremo mai». È il giorno dell’orgoglio leghista. Soprattutto è il giorno di Matteo Salvini. In piazza del Popolo, pienissima di gente, teatro della kermesse voluta dal suo capo come «una grande festa», va in scena l’accorata difesa del cammino fatto al governo ora alle prese con l’insidiosa partita della tenuta dei conti pubblici. Ma «se l'Europa è quella che si ferma allo spread, alla finanza, agli zerovirgola, è un’Europa destinata a fallire. Serve un'Europa che ritorni a lavorare, per la dignità dei cittadini». Quel che Salvini ha in testa è «un'idea di crescita che guarda ai prossimi cinquant’anni. Abbiamo l'ambizione di pensare all'Italia che lasciamo ai nostri nipoti».

Il leader parla a più riprese della sua idea di Europa. «C'è bisogno di anima e identità che qualcuno ha perso in nome della globalizzazione. Ogni tanto ci richiamano ad essere rispettosi delle regole e dei trattati internazionali. Sotto questo sole tanto caldo ma anche tanto freddo per quanto accaduto stanotte nelle Marche, serve una nuova Ue fondata sul rispetto, il lavoro e il progresso. Come è possibile garantire quello che c'è scritto nei trattati sulla piena occupazione e la crescita sostenibile? Guardate alla crisi economica che anche la potentissima Germania sta cominciando a vivere, pensate ai gilet gialli. La violenza non è e non sarà mai giustificata ma chi semina povertà e falsa speranza raccoglie protesta». Nel costruire la manovra i primi mattoni sono stati messi con un obiettivo preciso. «Siamo partiti dai piccoli, imprenditori, artigiani, professionisti, partite Iva, per abbassare le tasse al 15%, quei “piccoli” dimenticati dai passati governi degli altri. Avete eletto donne e uomini normali, che stanno preparando la prima di cinque manovre economiche che mettono prima i cittadini, non la finanza e le banche».

Martin Luter King, Alcide De Gasperi e Papa Giovanni Paolo II. Salvini cita in diversi passaggi. A partire dal dottor King per il quale « non serve fare la guerra per farsi nemici solo dire quello che si pensa». Di De Gasperi prende in prestito l’idea secondo cui un bravo politico non pensa alle prossime elezioni ma alle prossime generazioni. Infine Giovanni Paolo II, un uomo «che oggi alcuni giornalisti lo definirebbero un sovversivo, invece era un visionario». Si parla anche di sicurezza. Per Salvini «non servono nuove leggi ma bisogna fa rispettare le leggi che ci sono. In questo Paese chi sbaglia paga. E chi ha sbagliato paga e paga fino in fondo da Nord a Sud. Ovunque, da Genova ad Ancona». Non sono piaciute alcune riserve sul decreto che ha molto voluto. «Molti di quelli che criticano il decreto sicurezza hanno letto Topolino. Più soldi ai sindaci, telecamere sorveglianza negli asili, pistola elettrica per aiutare poliziotti e carabinieri. Io sto con le forze dell'ordine sempre e comunque».

Gorizia e Cerveteri, dai Quattro Mori sardi ai leoni veneziani, i sostenitori della Lega sono arrivati da tutta Italia. Sopra il palco («L’Italia rialza la testa») gli slogan «Sei mesi di buonsenso al governo», «Prima gli italiani» e l'hashtag #dalleparoleaifatti. Sotto, un grande tricolore con su scritto «Matteo Salvini Lega Grazie». La manifestazione, dopo il minuto di silenzio in omaggio alle vittime di Ancona in, s'è aperta con l'intervento del ministro della Pa Giulia Bongiorno seguìto da quelli dei colleghi Marco Bussetti, Gian Marco Centinaio, poi ancora Lorenzo Fontana, Erika Stefani, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti per il quale «non può esistere un governo che ha la fiducia dei mercati ma non del popolo», con un implicito riferimento alla partita in ballo sulla manovra.

«Questo è il governo del buonsenso. Sulla legittima difesa, è buon senso dire che chi entra in casa altrui ne accetta le conseguenze, è buonsenso stare con l'aggredito e non con assessore?» arringa Bongiorno accompagnata dai sì della folla. «È buonsenso stare con le donne vittime di violenza? Io sono il ministro della pubblica amministrazione, ci sono tanti che sono veri servitori dello Stato. Qualcuno mi ha detto che è troppo invasivo mettere le impronte digitali, ma le telecamere non sono efficaci, gli impiegati entravano con gli scatoloni in testa. Secondo voi sulla privacy deve prevalere il diritto dei cittadini di avere un buon servizio?». Gian Marco Centinaio prende di mira la direttiva europea sulla liberalizzazione dei servizi.‎«Daremo risposte sulla Bolkestein, questa è una promessa. “Prima gli italiani” vuol dire avere una priorità, voi».

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