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Salvini-Di Maio, il duello tra vicepremier per fare pace con le imprese

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dopo la protesta degli imprenditori

Salvini-Di Maio, il duello tra vicepremier per fare pace con le imprese

Per il Governo i prossimi giorni segnano l’apertura ufficiale del confronto con il mondo delle imprese dopo la protesta di lunedì scorso a Torino che ha visto tremila imprenditori e 12 associazioni schierarsi contro la manovra e a favore della Tav. Protagonisti Matteo Salvini e Luigi Di Maio che vedranno rispettivamente domenica e martedì i rappresentanti degli imprenditori. Una svolta nei toni e nei metodi - Di Maio ha inviato anche una lunga lettera al Sole 24 Ore con più di un messaggio di pace - che apre un nuovo e inedito duello tra i due vice premier nella corsa a ricucire il dialogo con le imprese.

È la Lega ad aprire il confronto con il fronte delle imprese, con il vicepremier Matteo Salvini (ed il sottosegretario Giancarlo Giorgetti) che ha invitato per un incontro, domenica mattina, i dodici presidenti delle principali associazioni imprenditoriali. Un invito con «12 caffè» al Viminale per iniziare un dialogo con l'asse - da industriali a costruttori, dal commercio a artigiani, agricoltura e coop - che lunedì scorso si è riunito a Torino per il sì a Tav e infrastrutture e, di fatto, contro la politica economica del Governo a partire dalla manovra. L’invito è arrivato informalmente, per telefono, alle segreterie dei presidenti, da Confindustria a Confcommercio, Confesercenti, Casartigiani, Confartigianato, Cna, Ance, Confagricoltura, Confapi, Legacoop, Confcooperative, Agci.

È una apertura ampia quella di Salvini, che riconosce tutto il fronte delle imprese, come aveva chiesto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e arriva appunto dopo l’iniziativa di Torino (ed il botta e risposta polemico del giorno dopo tra Salvini e lo stesso Boccia). E si tratta anche di una scelta inconsueta, quella di vedersi di domenica mattina, che sembra voler sottolineare una disponibilità nuova, un clima - appunto - da chiacchierata prendendo un caffè. Ma sul tavolo si attendono contenuti, concretezza, come chiedono le imprese e come fa prevedere la presenza anche del sottosegretario Giancarlo Giorgetti, un punto di riferimento nella Lega ed alla Presidenza del Consiglio sui temi dell’economia. In questi mesi tra Lega e imprese non sono mancate stoccate, ma anche aperture e spazi di confronto. Del resto la Lega con il tessuto imprenditoriale si muove su un terreno tradizionalmente più “amico” anche se messo a dura prova dai compromessi del contratto di Governo.

Discorso diverso invece per i Cinque Stelle e per Di Maio, che come primo atto ha promosso il decreto Dignità letto da gran parte del mondo produttivo come un attacco. Il dialogo finora tra gli imprenditori (ribattezzati in alcuni casi in modo dispregiativo come «prenditori» da Di Maio) e il vicepremier pentasetllato non è stato facile. Ma prima la manifestazione dei Si Tav e poi la protesta dei 3mila imprenditori e delle 12 associazioni sempre a Torino (che rappresentano 3 milioni di imprese e il 65% del Pil) ha convinto Di Maio a una mezza retromarcia, anche per evitare che Salvini gli soffiasse un canale di dialogo privilegiato con quel mondo che lui deve rappresentare come ministro dello Sviluppo economico. Da qui l’accelerazione di questi giorni: prima la convocazione di un tavolo permanente sulle Pmi per questo martedì a cui parteciperà anche il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. E poi una lunga lettera pubblicata sul Sole 24 Ore con il chiaro invito a «lavorare insieme», partendo da temi che stanno a cuore agli imprenditori. Tra tutti il taglio del costo del lavoro.

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