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Servizio |maggioranza al lavoro su quota 100 e reddito

Manovra, Pensioni d’oro: ipotesi taglio oltre i 150mila euro. Attese le misure per le imprese

Oggi nuovo round sulla manovra, che approda al Senato, dove comincia ufficialmente la sessione di bilancio dopo il via libera della Camera con la fiducia. La riscrittura della legge sarà preceduta da un ennesimo vertice di maggioranza per fare il punto su numeri e misure e dall’incontro con i sindacati a Palazzo Chigi, fissato per le 12. Tutto alla vigilia delle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in Parlamento, previste martedì, prima del Consiglio europeo del 13-14 dicembre. E prima del probabile faccia a faccia con il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, atteso per mercoledì.

La linea del Governo
Il vertice dovrà concordare in via definitiva la posizione dell’Esecutivo gialloverde, che ancora non ha sciolto il nodo principe: a quale «decimale» assestare la riduzione del rapporto deficit-Pil rispetto al 2,4% messo nero su bianco nel Documento programmatico di bilancio. Come sottolineato sul Sole 24 Ore del 9 dicembre, va trovata una sintesi tra le spinte di Conte al deficit al 2%, quelle del ministro dell’Economia Giovanni Tria ad andare persino oltre, seppur di pochissimo, e l’alt dei vicepremier Salvini e Di Maio, che non intendono scendere sotto il 2,1% al massimo.

Il destino di quota 100 e reddito di cittadinanza
È chiaro che la quadra viene cercata sulle due misure di spesa che pesano di più: la riforma delle pensioni, con quota 100, e il reddito di cittadinanza, che da sole valgono 16 miliardi dei complessivi 37 della manovra. Salvini ha ribadito che attualmente sono stanziati 6,7 miliardi per il 2019, ma che presumibilmente non tutti i 600mila aventi diritto approfitteranno della possibilità di uscire dal lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi. Una speranza che, insieme ai meccanismi previsti (tra finestre, penalizzazioni e divieto di cumulo), potrebbe far risparmiare fino a 2 miliardi. Si è ristretta invece a poco più di un miliardo la minore spesa ipotizzata a causa della partenza dal 1° aprile del reddito di cittadinanza. Nel complesso, dunque, la riduzione sarebbe di 3,5 miliardi. A cui il Governo aggiungerebbe un possibile ampliamento fino a 5 miliardi (lo 0,3% di Pil) degli investimenti «eccezionali» fuori dal calcolo del deficit strutturale.

La trattativa con Bruxelles
Numeri che sono un avanzamento rispetto al disegno attuale della manovra, ma che non coincidono con la «correzione significativa» chiesta da Bruxelles. È qui che si sperimenterà la capacità di mediazione di Conte («È inesauribile - ha detto domenica al Tg2 - ma in questo caso è tarata a 5 anni, poi libero la poltrona»), cui i vicepremier hanno dato il «pieno mandato» a trattare. Il premier conta sui ramoscelli d’ulivo offerti a più riprese in questi giorni dalla Commissione per evitare la procedura d’infrazione o, in seconda battuta, per ridurne l’impatto, sia in termini di tempi (le eventuali raccomandazioni che il Consiglio potrebbe adottare il 22 gennaio potrebbero arrivare entro sei mesi, invece che entro tre mesi, slittando dunque a dopo le elezioni europee di maggio), sia in termini di quantità e qualità delle sanzioni.

Pensioni d’oro, ipotesi blocco scatto fino a 150mila euro
Sono tanti gli interventi di cui ancora si studiano i contorni. Sulle pensioni d’oro, ad esempio, per le quali Di Maio aveva annunciato tagli fino al 40%, ieri Salvini ha frenato, controproponendo un blocco degli scatti per quelle dai 5mila euro in su. Ma i Cinque Stelle insistono per riduzioni a partire dai percettori di assegni dai 4.500 euro. Per questa ragione ieri si profilava una soluzione di compromesso: lo stop degli adeguamenti per gli assegni alti fino a un livello di 150mila euro lordi, poi veri e propri tagli, fino al 40% per le fasce altissime (oltre i 500mila euro, che include meno di 30 persone), per le somme che superano questa soglia.

Le misure per le imprese
Al Senato la manovra dovrebbe anche recepire alcune misure promesse alle imprese, che ieri sono state ricevute da Salvini e domani vedranno Di Maio al Mise. Come il mini-taglio del cuneo con la riduzione di 600 milioni delle tariffe Inail. O la correzione dell’ecotassa sui veicoli a benzina, che dovrebbe però lasciare invariati gli incentivi per le auto elettriche. O ancora, come promesso da Di Maio nel suo appello agli imprenditori lanciato dalle pagine del Sole 24 Ore, lo sblocco nel 2019 dei pagamenti della Pubblica amministrazione per il 50% dei debiti con le imprese, pari a circa 30 miliardi, in azione congiunta con Cassa depositi e prestiti. Di Maio ha anche assicurato il suo impegno per potenziare la deducibilità dell’Imu sui capannoni, portandola fino al 50% rispetto al 40% già disposto rispetto all’attuale 20%. Norme che saranno accompagnate dai due provvedimenti che dovrebbe licenziare il Consiglio dei ministri: il decreto semplificazioni e il disegno di legge delega per riformare il Codice appalti. Altri “piatti” che il Governo punta a offrire al tavolo con l’Europa.

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