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Tragedia Corinaldo, Blandini (Siae): «Cambiare le…

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Tragedia Corinaldo, Blandini (Siae): «Cambiare le regole, ingresso nei locali solo con biglietti digitali»

Dopo la tragedia alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, in provincia di Ancona, che è costata la vita a cinque ragazzi e una mamma ci si interroga sul rispetto delle regole sugli ingressi nei locali dove i ragazzi vanno a ballare e ad ascoltare musica. Nella consapevolezza che non si può morire per andare a seguire un concerto. Ne parliamo con il direttore generale della Siae, Gaetano Blandini.

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Si è parlato in questi giorni della vendita di biglietti ben al di sopra della portata dei locali. Cosa prevede la normativa sul fronte della vendita dei biglietti?
«La normativa nel nostro Paese dal 2000 purtroppo - a nostro modo di vedere- è schizofrenica. Perché da un lato c’è una norma di sicurezza, dall’altra ci sono le norme fiscali e tributarie. La norma di sicurezza stabilisce quante persone fisicamente possono stare in un locale. Nel caso della tragedia di Corinaldo era 871 il limite posto dalla sicurezza di persone che potevano entrare in quel locale. Dall’altro lato la normativa fiscale e tributaria consente a queste tipologie di locali di fare una prevendita massiva di biglietti. Per cui di metterne in vendita anche molti di più. Poi hanno fino a 5 giorni di tempo dopo lo svolgimento dell’evento per dire quanti effettivamente ne hanno venduti, staccati e quante persone sono entrate. È ovvio che questo, A) non può garantire la sicurezza, B) per alcuni meno virtuosi che antepongono alla sicurezza delle persone il profittocostituisce istigazione a delinquere».

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Quale sarebbe la possibile soluzione?
«La soluzione che non cerchiamo di proporre da alcuni anni - ma nessuno fino a oggi ci ha dato retta - è abbastanza semplice: vietare la vendita di biglietti cartacei in assoluto e consentire solo la vendita di biglietti digitali. Che abbiano o un bar code o un Qr: cioé o un codice a barre come hanno i prodotti del supermercati o un Qr come hanno i biglietti degli aerei e dei treni. Per cui all’ingresso dei locali si scannerizza il codice o il qar e si sa quante persone sono entrate e anche quante stanno uscendo e quanti posti sono liberi per persone che devono entrate. Si sa in tempo reale. E non ci sono più alibi per nessuno».

Questo può valere anche per piccoli locali?
«Le norme di pubblica sicurezza prevedono due tipologie: da un lato ci sono locali cosiddetti a basso rischio, fino a 200 persone, che hanno delle autorizzazioni di pubblica sicurezza semplificata, per cui ci sono ci sono tecnici qualificati che danno questa autorizzazione; invece sopra i 200 posti c’è una commissione prefettizia di vigilanza, dove ci sono vigili del fuoco, polizia amministrativa, ingegneri, Asl, tutte le persone qualificate a dire la loro sulla sicurezza che fanno le prescrizioni per i locali sopra i 200 posti. Ma il tema della sicurezza ad alto rischio si pone soprattutto nelle tipologie di locali sopra i 200 posti».

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