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Ecotassa verso limite di 155 grammi di C02: non colpirà solo auto di…

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LEGGE DI BILANCIO

Ecotassa verso limite di 155 grammi di C02: non colpirà solo auto di «lusso» e Suv

Non ci sono solo le auto di “lusso” e i Suv tra le vetture che saranno interessate dalla cosiddetta “eco tassa”, la misura che penalizza i modelli più inquinanti per finanziare quelli più “verdi” con incentivi all’acquisto. L’asticella oltre la quale scatterà il malus infatti, secondo le prime anticipazioni, scatterebbe oltre i 155 grammi di C02 per kilometro, mentre la prima versione della norma messa a punto dallo Sviluppo economico e da M5S - criticata nettamente sia dall’industria di settore sia dalla Lega -faceva partire le penali da 11o grammi di biossido di carbonio per chilometro in poi.

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Con la correzione si salverebbero tutte le utilitarie, compresa la Panda che era diventata un simbolo in negativo della tassazione sulle “auto di famiglia”. Si salvano anche diverse auto del segmento delle medie, ma non tutte. Di certo oltre i 155 C02 G/km non si possono annoverare solo auto di “lusso” o Suv come dichiarato dal ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio. Finirebbero nella griglia del malus, per fare alcuni esempi, alcuni modelli della 500L a benzina. E auto di livello appena superiore, che possono rappresentare un segmento di mercato interessante per categorie sociali come imprenditori e professionisti.

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Il restringimento della platea delle auto “tassate” sarebbe compensato con un tetto ai modelli di auto incentivabili (elettriche, metano, ibride, diesel di ultima generazione), da fissare probabilmente in base al listino: a quota 40mila euro. Questa soluzione di compromesso sarebbe stata anche ieri oggetto di confronti tecnici ma, a differenza di quanto emerso domenica sera dopo il vertice di governo, non sarebbe stata ancora raggiunta una piena intesa tra M5S e Lega, con quest’ultima orientata a chiedere un ulteriore innalzamento rispetto ai 155 grammi di CO2.

Per l’industria dell’auto modifiche non sufficienti

Le promesse di modifica della maggioranza non hanno placato le proteste del settore. In una nota congiunta, Anfia, Federauto e Unrae ribadiscono la loro contrarietà. «La misura sarebbe inefficace e impatterebbe su vetture del segmento premium, già assoggettate al superbollo, e del segmento medio, mono-volumi e multi-spazio, usate dalle famiglie italiane e dai piccoli operatori economici. Pur ritenendo positivo un incentivo strutturale pluriennale (bonus) all'acquisto dei veicoli a basse emissioni nell'ottica della neutralità tecnologica ed avendo avanzato proposte concrete a sostegno di tali misure, ribadiamo la totale contrarietà del settore ad ogni previsione legislativa relativa a un aggravio di costi (malus) per chi acquista un nuovo veicolo di ultima generazione. Ancora una volta, chiediamo che la misura venga ripensata, insieme agli operatori del settore, e posticipata al 2020, in coerenza con il timing dei nuovi obiettivi europei».

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