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Manovra, dal caso Ires alla sugar tax alla Tari in bolletta: tutte le…

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Manovra, dal caso Ires alla sugar tax alla Tari in bolletta: tutte le retromarce del governo

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L’ultima retromarcia in ordine di tempo sulla manovra da parte dell’esecutivo giallo verde si è materializzata nelle ultime ore, quando il vicepremier Luigi Di Maio, dopo aver ammesso che la norma sulla tassazione Ires per gli enti no profit (aumento dall’attuale 12 al 24%), prevista nel Ddl all’esame della Camera per il via libera definitivo, «punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli», ha annunciato che cambierà.

La nuova veste non sarà delineata subito nella legge di Bilancio, in quanto si rischia l’esercizio provvisorio, ma si interverrà - stando alle indicazioni del leader pentastellato - «nel primo provvedimento utile». Se in questo caso la norma c’è e andrà ritoccata, altre misure non hanno trovato posto nel provvedimento, nel corso dell’iter parlamentare: dalla tassa sulle bibite zuccherate alla Tari in bolletta per aiutare i comuni in dissesto.

Sugar tax al palo
La tassa sulle bibite zuccherate, che sarebbe servita a copertura tra l’altro all’abolizione di studi di settore e degli indici di affidabilità che li stanno per sostituire, non è stata approvata.

Sfuma il taglio del superticket
Dopo tante promesse, è toccato alla ministra della Salute Giulia Grillo annunciare che il taglio del superticket quest’anno non ci sarà. «Probabilmente lo si farà - ha detto - con la prossima legge di Bilancio».

La deducibilità dell’Imu sui capannoni resta al 40%
La deducibilità dell’Imu sui capannoni è stata raddoppiata ma non è invece stato approvato l’ulteriore aumento per portare lo sconto al 50 per cento.

Rottamazione Imu Tasi dei Comuni
Niente rottamazione-ter per le tasse locali perché la soluzione per consentire di estendere ai Comuni la facoltà di aderire alla nuova sanatoria non ha avuto il parere favorevole della Regioneria.

No alla Tari in bolletta
La Lega ha puntato a fare il bis del canone Rai ma l’emendamento per inserire il pagamento della tassa sui rifiuti direttamente in bolletta e aiutare così i Comuni in dissesto finanziario alla fine non è stato inserito nel maxiemendamento sul quale il Governo ha posto la fiducia al Senato.

Le tasse sui petrolieri
I Cinque Stelle avrebbero voluto aumentare i canoni per le multinazionali del petrolio per fare cassa con 500 milioni, e hanno anche presentato emendamenti in questo senso. Ma la stretta, che avrebbe dovuto finanziare la scuola, non è mai stata davvero sul tavolo.

Cir e premi statali in Btp
L’obiettivo era quello di alzare un muro contro lo spread puntando sul risparmio delle famiglie, architrave dell’economia italiana ma i “Conti individuali di risparmio”, messi a punto dalla Lega, per vendere Btp alla clientela retail a zero tasse non hanno trovato posto in manovra. Niente da fare anche per i premi di risultato in Btp che i Cinque Stelle avrebbero voluto per i dipendenti pubblici.

Il restyling delle tariffe Rc auto
Oggetto di contesa fra M5S e Lega, la norma è apparsa e poi sparita da vari provvedimenti compreso il decreto semplificazioni: si puntava a far scendere le tariffe Rc auto al Sud ma con inevitabili aumenti su quelle del Nord.

L’Iva sui pannolini resta al 22%
Alla fine l’Iva su pannolini e assorbenti non viene rivista: resta al 22%.

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