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Brusaferro, un pro-vax al vertice dell’Istituto superiore di sanità

Silvio Brusaferro
Silvio Brusaferro

Un nome di garanzia per un ruolo da “traghettatore” che però forse andrà oltre l'arco temporale stretto (quattro mesi) in cui dovrebbe esaurirsi il suo mandato di commissario. È quello di Silvio Brusaferro, professore ordinario di Igiene e Medicina preventiva e direttore del Dipartimento Area medica dell'Università di Udine.

Nominato mentre infuriava la polemica sul “dossieraggio”
Nominato ieri alla guida dell'Istituto superiore di Sanità (Iss) in attesa della scelta del nuovo presidente da parte della ministra della Salute Giulia Grillo, mentre infuriava la polemica sul presunto “dossieraggio” (denunciato dal quotidiano la Repubblica) che la stessa ministra avrebbe ordinato per indagare sugli orientamenti e gli engagement politici di parte dei 30 esperti del Consiglio superiore di Sanità, revocati in massa il 3 dicembre scorso. Accuse che Giulia Grillo ha respinto al mittente ricorrendo all'ormai tradizionale video postato su Facebook. Al termine del monologo proprio il nome di Brusaferro, insieme a quello del nuovo direttore generale dell'Aifa Luca Li Bassi - che «certo non è un ex assessore ma una persona che ha girato tutto il mondo» (e qui il riferimento è all'ex Dg dell'Agenzia del farmaco Mario Melazzini, mandato a casa nel luglio scorso), viene speso dalla ministra come una delle nomine «un tantino superiori a quelle dell'ex ministro della Salute».

Riceve l’eredità di Ricciardi
«Certamente non è un anti-scientifico», afferma nel video la titolare del dicastero della Salute. E il curriculum del professore le dà ragione. Silvio Brusaferro, 58 anni, già membro lui stesso del Consiglio superiore di Sanità e oggi anche direttore della struttura complessa Accreditamento, gestione del rischio clinico e valutazione delle performance dell'Azienda sanitaria integrata di Udine, riceve l'eredità “pesante” del suo predecessore, Walter Ricciardi, Igienista di fama internazionale, che ha lasciato la direzione dell'Istituto superiore di Sanità il 19 dicembre scorso. In anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato, prevista ad agosto 2019. Un addio che si è formalizzato il 1° gennaio e che - se lo stesso Ricciardi ha dichiaratamente voluto «non traumatico» - di fatto è stato segnato dalle divergenze con la linea tracciata dalla gestione M5S-Lega. Ricciardi – nomina dell'ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin – ai microfoni di Sanità24 salvava a caldo «l'ottimo rapporto personale con Giulia Grillo», rimarcando però che «è mancata quell'intensità di collaborazione che c'era stata in precedenza». Una lacuna che si è tradotta in divergenze evidenti sulla questione vaccini, diventati il terreno di scontro politico-scientifico su cui, in tema di sanità e salute, si è combattuta la campagna elettorale per le elezioni della primavera scorsa. Sostenitore convinto della legge sull'obbligo vaccinale a scuola Ricciardi, fautrice dell'“obbligo flessibile” l'attuale ministra.

Brusaferro è pro-vax
Convinto pro-vax, il professor Brusaferro è quindi chiamato anche a fugare i dubbi – e le strumentalizzazioni, secondo la ministra Grillo – sull'approccio governativo ai vaccini. «L'Istituto superiore di Sanità ha bisogno di entrare in una nuova fase storica in cui sia pienamente valorizzato il suo ruolo guida nelle politiche scientifico-sanitarie del Paese, in piena autonomia e indipendenza e con l'autorevolezza indispensabile a rappresentare l'Italia nel mondo», ha tenuto a precisare l'inquilina di Lungotevere Ripa annunciando la nomina. E chissà se, come era avvenuto per Ricciardi con Lorenzin, l'incarico di commissario-traghettatore non evolverà anche per Brusaferro nella nomina alla presidenza dell'Istituto. Dopo i ringraziamenti di rito, il professore ha promesso di dare «continuità alle progettualità avviate» e di «proseguire nell'opera di valorizzazione e rafforzamento di tutte le componenti dell'Iss, assicurando quella necessaria indipendenza che la scienza impone».

Una nomima che mette d’accordo tutti
La nomina di Silvio Brusaferro mette una volta tanto tutti d'accordo. A cominciare dall'opposizione, con Elena Carnevali (Presidenza Gruppo Pd alla Camera) che senza rinunciare alla polemica augura al professore di «farsi sempre guidare dallo spirito indipendente e dal sapere scientifico, contribuendo così a recuperare la credibilità delle nostre istituzioni sanitarie scalfita da scelte ed inciampi operati da questa ministra». Per passare alla Federazione degli Ordini dei medici: il presidente Filippo Anelli si dice certo che il professore di Udine «saprà apportare all'Istituto un prezioso patrimonio fatto di competenze umane e scientifiche, mettendo a disposizione della salute pubblica la sua esperienza nel campo della sicurezza delle cure, della prevenzione, della qualità e valutazione dei risultati sanitari, lasciandosi guidare sempre dal faro della scienza e dell'evidenza». Mentre il presidente della Società italiana di Health Technology Assessment (Sitha), Pietro Derrico, ricorda «le molte sfide che attendono il professore, a partire dall'applicazione del programma nazionale per le linee guida fino alla messa a regime del programma nazionale Hta, indicato dallo stesso ministro Grillo come una delle leve per il governo dell'innovazione a favore dei cittadini».

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