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Addio alla «tassa sulla bontà», più vicino lo sconto…

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DECRETO SEMPLIFICAZIONI

Addio alla «tassa sulla bontà», più vicino lo sconto Ires al non profit

Più vicino il ritorno allo sconto dell’Ires sul non profit. La soluzione è attesa nel decreto semplificazioni ora all’esame del Senato con un emendamento “supportato” dal Governo. Un dietrofront rispetto all’innalzamento della tassazione dal 12% al 24% introdotto con il cosiddetto “emendamento Europa” alla legge di Bilancio per scongiurare l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. La correzione di rotta è il punto principale su cui si confronteranno Esecutivo e rappresentati del Terzo settore nell’incontro convocato per oggi a Palazzo Chigi.

Le coperture

La soluzione sul tavolo - e che sembra sempre più destinata a trasformarsi in un corettivo al nuovo decreto omnibus - sarebbe quella di recuperare attraverso l’utilizzo di uno specifico Fondo le risorse necessarie a garantire le maggiori entrate stimate dalla manovra con il raddoppio dell’aliquota Ires: 118 milioni nel 2019 e 158 milioni per il 2020 e altrettanti per il 2021.

La procedura d’infrazione
La Commissione Ue aveva aperto nel 2010 una indagine mirata per possibile incompatibilità della riduzione dell'Ires che il sistema tributario italiano riconosceva fino al 31 dicembre scorso agli enti non commerciali. Procedura finora mai chiusa formalmente da Bruxelles. Quindi un ripristino del regime di favore per gli enti non profit a regime dovrà fare i conti prima o poi con la Commissione europea.

Verso una correzione bipartisan

In attesa che la maggioranza scopra le carte il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, ha già depositato un emendamento «per cancellare l’odiosa “tassa sulla bontà”» introdotta con la legge di Bilancio. «Conte - ha aggiunto Marcucci - aveva promesso di rivederla nel primo provvedimento utile, quel provvedimento è arrivato. La maggioranza corregga l’errore, se di errore veramente si tratta, e voti l’emendamento del Pd».

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