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Barone e il sogno della Normale al Sud sconfitto dal sovranismo universitario

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l’addio del direttore della scuola pisana

Barone e il sogno della Normale al Sud sconfitto dal sovranismo universitario

Come era prevedibile alla fine sono arrivate le dimissioni. Il direttore della Scuola Normale di Pisa, Vincenzo Barone, ha deciso di lasciare prima di incassare la quasi certa sfiducia del Senato accademico (il pronostico parlava addirittura di 12 voti contro e un astenuto). Studenti e docenti lo hanno “accusato” di non essere stato sufficientemente trasparente sul suo progetto di aprire una nuova sede della Normale pisana a Napoli. Un sogno, quello di Barone, di trasferire anche al Sud questa nostra eccellenza che aveva avuto in un primo momento anche il sostegno del Governo in manovra con 60 milioni. Ma questo sogno si è scontrato contro un inedito “sovranismo universitario” fatto di forti polemiche a livello locale che alla fine hanno prevalso.

La vicenda si trascina da alcune settimane e sul suo esito pesano i malumori a livello locale - contrarissimo il sindaco di Pisa, Michele Conti (Lega ) che ha agitato per primo la bandiera «la Normale ai pisani» - che sono arrivati fino a Roma dove il deputato del Carroccio Edoardo Ziello se ne è fatto portavoce. E con parte dell'opposizione (Forza Italia) pronta ad appoggiare una modifica che silurasse il progetto. E così la norma durante l’iter in Parlamento è stata subito ribaltata con la benedizione anche del Miur guidato da un altro leghista, il ministro Marco Bussetti: alla fine i fondi sono rimasti, ma per creare una Scuola superiore al Sud presso la Federico II di Napoli, ma senza più la regià della Normale di Pisa come sognava Barone. Che ne aveva fatto praticamente il cuore del suo programma come direttore della Normale di Pisa quando era stato eletto nel 2016 (il suo mandato si sarebbe concluso nel 2020).

Nella lettera con cui spiega le dimissioni Barone sottolinea come di fronte anche al «forte dissenso interno che si è immediatamente sviluppato su questo e altri elementi chiave del mio programma di mandato», appare «evidente che le mie dimissioni da direttore siano inevitabili, come, peraltro, ho sempre riaffermato: non sono e non potrei mai essere un direttore che non cerchi di realizzare il mandato per cui è stato eletto». Barone ricorda anche che il progetto di una «Normale al Sud ha sempre fatto parte del mio programma di mandato». «La scuola così costruita - spiega Barone - doveva poi poggiarsi interamente sulle proprie gambe e camminare da sola: la Scuola Normale Superiore di Pisa doveva solo essere il miglior incubatore possibile. Già l’articolo di legge approvato alla Camera non corrispondeva esattamente a questo progetto, ma, soprattutto, la versione finale approvata il 30 dicembre scorso rappresenta un completo stravolgimento dell’idea iniziale, ricondotta all’ennesima scuola locale, filiazione di un'università madre e senza nessuna autonomia». Infine, Barone nella sua lettera sottolinea che «la mozione di sfiducia al direttore è stata introdotta da me per la prima volta nello statuto della scuola», ma segnala con amarezza «l’accelerazione inusuale dell’insoddisfazione generale, peraltro durante una mia assenza per malattia».

PER SAPERNE DI PIÙ / Barone: : «Donne discriminate in università, ora basta» 

Immediate le reazioni dei vincitori di questo braccio di ferro: «Le dimissioni del direttore della Scuola Normale superiore di Pisa, Vincenzo Barone, sono il giusto epilogo di una vicenda che rischiava di svuotare una delle identità più prestigiose del nostro territorio con progetti non concordati con i docenti, né con gli studenti. In ogni caso, massimo rispetto per Barone, pur non avendone condiviso i metodi da direttore». avverte il deputato pisano della Lega, Edoardo Ziello. «Non spetta a me commentare le scelte interne della Normale o del suo direttore. La mia è stata una battaglia per la città di Pisa, troppo spesso in passato depauperata delle proprie eccellenze», ha aggiunto il sindaco pisano Michele Conti. Come detto nelle scorse settimane Conti era stato insieme al deputato leghista Edoardo Ziello al Miur per esprimere contrarietà al progetto di una Scuola Normale al Sud. «La Normale è qui da 208 anni, rimane a Pisa continuando a portare avanti progetti di apertura e collaborazione con le università e con gli altri istituti di eccellenza», ha concluso il sindaco.

Nei giorni scorsi trecento professori di università italiane e straniere avevano firmato un documento di sostegno al direttore della Scuola Vincenzo Barone, in vista proprio della riunione del Senato Accademico che doveva discutere sulla mozione di sfiducia presentata nei confronti dello stesso Barone dai rappresentanti degli studenti. I 300 professori «sconcertati» per la fronda interna nel documento (anche in inglese) manifestano «apprezzamento» per l’iniziativa del direttore della Normale chiedendo «all'intera comunità scientifica di porre in atto iniziative affinché il progetto della Scuola possa essere ripreso e approvato senza stravolgimenti in quanto, oltre ad essere un rafforzamento della Scuola Normale di Pisa, rappresenta un intervento positivo e qualificante di buona politica per lo sviluppo della ricerca di eccellenza non solo per il Meridione ma per l’intera Nazione».

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