Italia

Bando musei, 125 dirigenti candidati a guidare Pompei e Reggia…

  • Abbonati
  • Accedi
beni culturali

Bando musei, 125 dirigenti candidati a guidare Pompei e Reggia di Caserta

Bando musei, in 125 si candidano per dirigere Pompei e Reggia di Caserta
Bando musei, in 125 si candidano per dirigere Pompei e Reggia di Caserta

Si sono fatti avanti in 125 per dirigere la Reggia di Caserta o Pompei. Esattamente, in 77 aspirano a sedersi in quella che fino a qualche mese fa era la poltrona di Mauro Felicori, primo responsabile della Reggia in versione autonoma e ora andato in pensione, mentre 48 puntano a succedere a Mauro Osanna, che ha lasciato il posto di comando di Pompei per fine mandato ma pare intenzionato a ripresentarsi. È solo una parte della pattuglia di candidati alla dirigenza dei musei autonomi privi di guida.

In duecento per sei siti
In tutto i siti in cerca di un dirigente sono sei. Oltre a Caserta e Pompei, ci sono le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il parco archeologico dell’Appia antica, quello dei Campi Flegrei e il Palazzo Reale di Genova. Questi ultimi tre siti cercano un dirigente di seconda fascia, mentre la posizione da ricoprire nei primi tre è di prima fascia. Alla selezione hanno risposto in 207. Il 4% delle domande proviene da stranieri e il resto da italiani.

La procedura di selezione
Nel dettaglio, le candidature per Venezia sono 69, per l’Appia antica 99 , per i Campi Flegrei 73 e per il Palazzo Reale di Genova 72. La selezione prevede la valutazione dei curricula da parte delle rispettive commissioni, formate da cinque esperti ognuna, che indicheranno massimo dieci nominativi per ciascun istituto, lista che poi sarà ulteriormente ristretta a tre candidature. A quel punto, la scelta passerà, per i direttori di prima fascia, al ministro Alberto Bonisoli, mentre i direttori di seconda fascia saranno indicati dal direttore generale dei musei, Antonio Lampis.

A fine anno nuovo avvicendamento
La scelta di questi sei direttori rappresenta una sorta di prova per quello che accadrà a fine anno, quando scadrà l’incarico di quattro anni per tutti gli altri responsabili dei principali musei autonomi (i primi venti siti che la riforma Franceschini dotò di responsabilità contabile, amministrativa e scientifica). Chi tra gli attuali direttori non andrà in pensione, potrà aspirare al rinnovo del mandato per altri quattro anni.

© Riproduzione riservata