Italia

L’endorsement di Salvini per il pescatore di De André (che…

  • Abbonati
  • Accedi
Servizio |GUSTI MUSICALI

L’endorsement di Salvini per il pescatore di De André (che dà vino e pane a un fuggiasco)

Va bene che i gusti musicali sono qualcosa di molto personale, personalissimo, una sfera ingiudicabile che va al di là di convinzioni, principi, battaglie politiche. Va bene che gli “endorsement” sono spesso il sale della politica, conigli tirati fuori dal cilindro per catturare nuovi elettori, sottraendoli a parti politiche concorrenti. Ma il tweet con cui il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, leghista, strenuo difensore di una politica migratoria non proprio “aperturista”, ricorda il cantautore Fabrizio De André, a vent’anni dalla scomparsa del grande artista, indubbiamente non passa inosservato.

Non solo perché De André rimane un chansonnier “anarchico”. Ma anche perché Salvini, nel salutare “Faber” «grande poeta», riporta l’incipit di una delle canzoni più celebri del cantautore genovese, Il Pescatore: “All’ombra dell'ultimo sole si era assopito un pescatore...”

Un testo che - correva l’anno 1970 quando uscì su singolo per l’etichetta Belldisc - racconta l’incontro tra un vecchio pescatore che si è addormentato al tramonto e un assassino in fuga. Un assassino che dal poeta viene descritto in maniera molto particolare: ha gli «occhi grandi da bambino», gli «occhi enormi di paura». Il criminale chiede vino da bere e pane da mangiare al pescatore e il vecchio lo accontenta, senza curarsi del suo status di fuorilegge. Il vecchio, per dirla con i versi di De André, «non si guardò neppure intorno ma versò il vino e spezzò il pane per chi diceva “ho sete, ho fame”».

La storia continua. Una volta che l’assassino si allontana, «vennero in sella due gendarmi, vennero in sella con le armi, chiesero al vecchio se lì vicino fosse passato un assassino. Ma all'ombra dell’ultimo sole s’era assopito il pescatore e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso. E aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso».

Le interpretazioni del testo, a questo punto, sono le più varie. Per alcuni il pescatore avrebbe perdonato l’uomo, nonostante il crimine commesso, e di conseguenza avrebbe mentito ai gendarmi. Per altri il solco lungo il viso del pescatore sarebbe il segno lasciato dall’assassino, che avrebbe fatto violenza anche su chi gli aveva offerto il vino e il pane. Per altri ancora a ucciderlo sarebbero stati gli stessi gendarmi che, non avendo ottenuto le informazioni richieste, avrebbero deciso di punirlo. Difficile dire. Ognuno dà una sua interpretazione. Probabilmente anche Salvini lo ha fatto.

© Riproduzione riservata