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Rischio recessione, l’evento annunciato e qualche consiglio ai naviganti

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Il calo della produzione industriale nei principali Paesi europei è la cronaca di un evento annunciato e ampiamente prevedibile, ma non per questo è una tendenza che va sottovalutata. Anzi, è bene che il governo, e il mondo dei partiti che lo sostengono, consideri i fatti con la dovuta attenzione. La medaglia, come tradizione, ha due facce. Una prima considerazione è per Lega e M5s consolatoria. La crisi che si sta delineando è un fenomeno largamente diffuso e, di conseguenza, sarebbe ingeneroso attribuirne la responsabilità alle scelte di governo. Nonostante ciò l’incalzare dei dati negativi sullo stato dell’economia reale inchioda l’esecutivo alle proprie responsabilità perché, come spiega l’economista Mario Baldassarri in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore di oggi , impatterà sulla crescita, che risulterà dimezzata rispetto a quella ipotizzata dal governo e condivisa con l’Europa.

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Questo significa, ed è la seconda faccia della medaglia, che tutti i parametri di finanza pubblica sono destinati a saltare. E qui non vale la consolazione che anche gli altri paesi europei, a partire da Francia e Germania, pagheranno conti analoghi. Mal comune, in questo caso, non fa mezzo gaudio perché l’Italia ha una specificità che risulta la vera palla di piombo al piede: il debito pubblico, destinato inesorabilmente a salire. Le conseguenze potranno essere pesanti, costringendo Pantalone, cioè la parte del Paese che produce reddito e viene tassato, a pagare dazio. In queste condizioni una serie di scelte potrebbero rivelarsi davvero impopolari.

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Qualche esempio è fin troppo facile: pagare il reddito di cittadinanza anche a chi lavora in nero o non lo merita, finanziare quota 100 andando a colpire i pensionati, assistere senza colpo ferire alla liquidazione delle imprese di costruzione colpendo a morte l’occupazione, scardinare la progressività delle aliquote fiscali stabilendo che alcune categorie pagano di meno, dimostrare troppo spesso superficialità e inadeguatezza. Il consiglio è di fare attenzione perché in un passato che risulta davvero lontano gli equilibri elettorali in Italia, e non solo, sembravano destinati a durare in eterno, mentre oggi il vento può cambiare direzione in tempi fulminei. Non mancano, nel recente passato, casi eclatanti che dovrebbero far riflettere. Il tramonto delle ideologie ha avuto, tra le altre, una conseguenza: l’aumento delle mobilità elettorale.

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