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Siri: in Italia deficit di infrastrutture, sulla Tav pronti al…

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IL SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA a radio 24

Siri: in Italia deficit di infrastrutture, sulla Tav pronti al referendum

Non si placano i contrasti all'interno del governo sull’alta velocità dopo la manifestazione in piazza Castello a Torino per il sì alla quale ha partecipato anche la Lega. Il Carroccio è pronto al referendum temuto dal Movimento Cinque stelle che teme una sconfitta al nord. E su questo sia Matteo Salvini, sia Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture, lanciano l’aut aut ai Cinque stelle. «Il nostro paese ha bisogno di infrastrutture, soffre di un deficit pazzesco che non dà l’opportunità di gareggiare con i competitor - spiega Siri a Radio24 -. Dobbiamo dare degli standard opportuni per le nostre imprese. Ci sono delle differenze all’interno del governo sulla Tav: o si arriva ad un punto comune oppure si dà la parola agli elettori, come ha detto Matteo Salvini».

C’è poi l’allarme sulla stagnazione lanciato dal ministro dell'economia Giovanni Tria. «La congiuntura è internazionale – spiega Siri - naturalmente non riguarda l’Italia che è riuscita a rimanere in una condizione di tollerabilità. Il governo ha cercato di evitare che la stagnazione diventasse recessione scongiurando l’aumento dell’Iva, 13 miliardi di euro sono stati messi a disposizione proprio per questo. Ma quello che serve per rispondere alla stagnazione è la diminuzione delle imposte e gli investimenti, le uniche due cose reali e su questo dobbiamo lavorare.

Ascolta l'intervista di Elisabetta Fiorito al sottosegretario Armando Siri

Abbiamo fatto quello che abbiamo potuto nella legge di bilancio - prosegue il sottosegretario leghista ai Trasporti -. Abbiamo dato il primo metodo di flat tax, non è quello che noi volevamo completamente, doveva riguardare più realtà. Ma due milioni di partite Iva pagheranno un’aliquota forfettaria del 15 per cento da quest’anno, un risparmio di 2 milioni di euro nel 2020. Cercheremo di andare in questa direzione.

C’è un altro fronte aperto per la Lega: il decreto sicurezza. Il premier Giuseppe Conte incontrerà i sindaci che contestano il provvedimento ma il Carroccio non cambia idea. «C’è un parlamento sovrano che fa una legge e le leggi vanno rispettate, poi si può discutere, ma le leggi le fa il parlamento e questo va rispettato».

Una giornata importante per il Carroccio. Quarto anno della scuola di formazione della scuola politica a Milano, 1.200 ragazzi coinvolti, con un meeting sull’economia, con gli esponenti del Carroccio, tra cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e il segretario Salvini. Tra gli altri il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

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