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M5S contro Lega: dalla Tav ai 49 milioni da restituire, è…

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verso le europee

M5S contro Lega: dalla Tav ai 49 milioni da restituire, è già campagna elettorale

Le parole del presidente della Camera, Roberto Fico - «chi sbaglia deve pagare e si devono eseguire le sentenze» - in risposta a una domanda di un giornalista che gli aveva chiesto di commentare la dichiarazione di Alessandro Di Battista secondo la quale la Lega deve restituire i 49 milioni, segnano una nuova presa di distanza da Salvini per cercare di riavvicinare l’ala più scontenta dell’elettorato del Movimento 5 Stelle. Ma è in parlamento che la campagna elettorale sta già rimbombando, nel momento in cui i sondaggi hanno capovolto i rapporti di forza tra i partiti di governo.

Sul decreto semplificazioni Lega e M5S si sfidano a colpi di emendamenti, a partire dalle trivelle. In commissione Ambiente, sempre in Senato, il partito di Matteo Salvini vota con le opposizioni contro la proposta targata Cinque Stelle di nomina del presidente del Parco nazionale del Circeo. Senza contare l’impasse sulla Tav tutt’altro che superata dopo il rilancio del No da parte di Luigi Di Maio.

La Lega spinge per attenuare la portata assistenzialista del reddito. Sia per tacitare i malumori del suo elettorato al Nord sia per drenare risorse a favore dei disabili, area di competenza del ministro Fontana.

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Tutti gli appuntamenti del 2019 sui territori e numero di elettori previsto
Dati provvisori. Note: (*) da ufficializzare, (**) da definire

L’accendersi delle tensioni va di pari passo con l’avvicinarsi delle prime scadenze elettorali: il 10 febbraio l’Abruzzo e il 24 la Sardegna, dove il leader del Carroccio ha fatto un tour elettorale, giusto una settimana dopo la visita di Di Maio. Un assaggio in vista dell’appuntamento clou con le europee del 26 maggio. In questi quattro mesi entrambi i leader faranno attenzione a non eccedere: la tenuta della maggioranza va salvaguardata, anche a costo di equilibrismi sempre più arditi. Che diventeranno ancora più difficili quando arriveranno i primi risultati elettorali, con la Lega che alle regionali punta alla vittoria con il centrodestra di Fi e Fdi.

Il M5S ha bisogno di rispolverare i temi identitari delle origini per marcare la distanza dal socio di maggioranza che, stando ai sondaggi, ha capovolto i rapporti di forza nel Governo. Da qui la linea dura sulla Tav e la frenata sulle autonomie care alla Lega, ma anche il “no” alle trivelle. Ma soprattutto è nell’individuazione del nemico che i Cinque Stelle tentano la rimonta: il viaggio a Strasburgo di Di Maio e Di Battista con il nuovo attacco ad Autostrade come simbolo dei «poteri forti» ne è la prova. La ricerca di un’intesa con i gilet gialli è l’altra faccia della medaglia: il tentativo di resuscitare la carica anti-sistema appannata dall’esperienza di governo e dei tanti “sì” a Salvini, dal Tap al decreto sicurezza, fino alla legittima difesa.

Adesso, però, il tempo stringe. E nessuno dei vicepremier si può permettere cedimenti troppo palesi. Vale per il reddito come per le autonomie regionali: Conte ha indicato la data del 15 febbraio per il via libera all’intesa con le Regioni del Nord. I governatori Fontana e Zaia hanno già anticipato che non accetteranno compromessi al ribasso. Spetta a Salvini riuscire a trovare un accordo che superi le resistenze M5S e però accontenti i suoi.

Ma la battaglia finale si terrà sul tema dell’Europa che verrà. La strategia della Lega è chiara e punta a destra con l’asse dei sovranisti in chiave alternativa alla grande coalizione tra Ppe e socialisti. Anche il M5S si presenta come alternativo alle forze tradizionali, ma guarda ai nuovi movimenti anti-establishment su cui fa presa il richiamo della democrazia diretta. Esauriti i proclami no euro, entrambi, però, hanno bisogno di scaricare su un avversario esterno le difficoltà italiane. È avvenuto nella trattativa con la Ue e il copione si ripete ora sulle banche con l’attacco alla Bce.

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