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Rigopiano, 2 anni dopo la tragedia: arrivano 10 milioni per i…

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Servizio |oggi il ricordo delle 29 vittime

Rigopiano, 2 anni dopo la tragedia: arrivano 10 milioni per i risarcimenti

Due anni fa la tragedia di Rigopiano. Era il 18 gennaio 2017, una giornata di emergenza maltempo. La neve aveva bloccato le strade. Intorno alle 17 una valanga cancellò l’Hotel Rigopiano di Farindola. La montagna di fango e detriti distrusse il resort provocando la morte di 29 persone. Nell’albergo c’erano 40 persone in attesa dello spazzaneve che liberasse la strada. Erano 28 ospiti, di cui quattro bambini e 12 dipendenti. Gli ospiti avevano finito la vacanza e volevano tornare a casa. Ma la strada era bloccata dalla neve. Rimase per ore inascoltato l’allarme lanciato da un ospite, Giampiero Parete, che casualmente si trovava fuori dalla struttura. Nei giorni successivi dalle macerie, miracolosamente, vengono estratti 11 superstiti.

La giornata del ricordo a Rigopiano
Venerdì 18 gennaio 2019 a Rigopiano è la giornata del ricordo: i familiari delle 29 vittime e i superstiti sono arrivati presto stamattina a Rigopiano per deporre fiori in memoria dei loro cari. Poi alle 15 a Penne ci sarà un evento con Pino Insegno e Federico Perrotta per non dimenticare le 29 vittime. «Mai più» è lo slogan scelto dal Comitato vittime di Rigopiano per chiedere giustizia e ricordare le vittime. Sul luogo della tragedia sono presenti oggi i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Sette i reati ipotizzati
La Procura di Pescara aprì subito l’inchiesta. Sette i reati ipotizzati: disastro colposo, lesioni plurime colpose, omicidio plurimo colposo, falso ideologico, abuso edilizio, omissione d’atti d’ufficio, abuso in atti d’ufficio. L’obiettivo dei magistrati Serpi e Papalia è subito puntato sul corto circuito e sui gravi ritardi nell’attivazione di soccorso. Sulle carenze fra i vari livelli istituzionali deputati a gestire l'emergenza maltempo: chiamati in causa Regione Abruzzo, Prefettura e Provincia di Pescara, Comune di Farindola.

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L’allarme lanciato da Giampiero Parete fu ignorato
I carabinieri forestali appurarono nella fase di indagine che dal resort, il giorno della tragedia, furono lanciate varie richieste di aiuto. Perché gli ospiti dell'hotel erano rimasti intrappolati dalla neve già prima della valanga e avevano chiesto a più riprese di sgomberare la strada per fare ritorno a casa. E qui la sequela di turbine fuori uso, mezzi impegnati in altre zone. Risultato: l’hotel restò isolato prima e dopo la tragica valanga, fino alla mattina del 19, quando i soccorsi riuscirono a raggiungere ciò che restava dell’hotel.

Parete il primo a lanciare l’allarme
Giampiero Parete, casualmente uscito dal resort per recuperare un oggetto in macchina, fu il primo a lanciare l'allarme. Chiamò il suo datore di lavoro Quintino Marcella. Nell'albergo c’erano anche la moglie e i due figli di Parete. Che poi miracolosamente si salvarono. Seguirono una serie di telefonate non prese in considerazione, una serie di equivoci e sottovalutazioni. All’inizio la situazione fu addirittura liquidata come uno scherzo. I soccorsi si attivarono solo dopo due ore e mezza l’accaduto, ma ci fu bisogno di ore e ore per arrivare sul luogo della tragedia. Mentre ospiti e dipendenti erano sotto le macerie.

Le vittime furono 29
Le vittime furono 29 e le ricordiamo tutte: Valentina Cicioni, Marco Tanda, Jessica Tinari, Foresta Tobia, Bianca Iudicone, Stefano Feniello, Marina Serraiocco, Domenico Di Michelangelo, Piero Di Pietro, Rosa Barbara Nobilio, Sebastiano Di Carlo, Nadia Acconciamessa, Sara Angelozzi, Claudio Baldini, Luciano Caporale, Silvana Angelucci, Marco Vagnarelli, Paola Tomassini, Linda Salsetta, Alessandro Giancaterino, Cecilia Martella, Emanuele Bonifazi, Luana Biferi, Marinella Colangeli, Alessandro Riccetti, Ilaria Di Biase, Roberto Del Rosso, Gabriele D'Angelo, Dame Faye.

Undici i superstiti liberati dalle macerie
Undici i superstiti, tra cui quattro bambini: il cuoco Giampiero Parete (che ha lanciato l’allarme) e il manutentore dell'hotel Fabio Salzetta, che erano fuori dal resort. Recuperati vivi sotto le macerie Adriana Vranceanu, 37 anni, (moglie di Parete) e il figlio Gianfilippo, i primi a essere stati estratti il 20 gennaio. Poi nella serata furono salvati altri tre bambini: Ludovica Parete, Edoardo Di Carlo, 9 anni di Loreto e Samuel Di Michelangelo, 7 anni. Sabato mattina Francesca Bronzi 25 anni di Montesilvano e i fidanzati di Giulianova Vincenzo Forti di 25 anni e Giorgia Galassi di 22 anni. Dopo poco Giampaolo Matrone di 33 anni di Roma.

Gli indagati sono 25
L’inchiesta si è anche occupata della mancata realizzazione della Carta prevenzione valanghe da parte della Regione e dei permessi per la ristrutturazione del resort. Il 26 novembre scorso la Procura di Pescara chiude l'inchiesta, compiendo una corposa scrematura: gli indagati, accusati a vario titolo di disastro colposo, lesioni plurime colpose, omicidio plurimo colposo, falso ideologico, abuso edilizio, omissione d’atti d’ufficio e abuso in atti d’ufficio, scendono da 40 a 25. Fra gli indagati l’ex prefetto Francesco Provolo, il presidente della Provincia Antonio Di Marco, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, il gestore dell'albergo Bruno Di Tommaso. E dirigenti, funzionari e tecnici.

L’inchiesta- bis
Ora è stata aperta anche un'inchiesta bis, a carico di Provolo e di altri sei esponenti della Prefettura, con l'accusa di depistaggio e frode processuale
. Si scopre che dal resort, la mattina del 18, partì una telefonata che arrivò in Prefettura. L’ipotesi della Procura, che sta stringendo i tempi per chiudere e andare a processo, è che quella telefonata sia stata deliberatamente occultata, anche distruggendo degli appunti che ne certificavano l’esistenza.

IL VIDEO - Rigopiano: 7 indagati per depistaggio,anche ex Prefetto

L’emendamento al decreto Semplificazioni stanzia 10 milioni
Ora un emendamento al dl Semplificazioni stanzia 10 milioni per i familiari delle vittime e i superstiti del disastro. I fondi risarciranno i familiari delle vittime e chi ha avuto danni gravi e gravissimi. Sarà la presidenza del Consiglio dei ministro, insieme ai sindaci a individuare le famiglie beneficiarie e le somme spettanti. Le elargizioni per le famiglie delle vittime saranno assegnate, secondo un ordine prestabilito: al coniuge superstite (con esclusione del coniuge rispetto al quale sia stata pronunciata sentenza anche non definitiva di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e del coniuge cui sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato), e ai figli se a carico. Ai figli, in mancanza del coniuge superstite o nel caso di coniuge rispetto al quale sia stata pronunciata sentenza anche non definitiva di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio o di coniuge cui sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato. Al convivente more uxorio. Ai genitori. A fratelli e sorelle se conviventi e a carico. A conviventi a carico negli ultimi tre anni precedenti l’evento.

Multa del dolore al papà di Stefano che si introduce nel luogo del disatro
Incredibilmente nella tragica vicenda di Rigopiano il tribunale di Pescara ha emesso un primo decreto di condanna. È stata comminata una multa da 4.550 euro ad Alessio Feniello, il papà di Stefano, un giovane di 28 anni morto nel disatro. Alessio Feniello è stato multato per essersi introdotto «abusivamente» sul luogo del disastro, posto sotto sequestro e per esservi rimasto «nonostante le ripetute diffide e inviti a uscirne rivoltigli dalle forze dell’ordine». Feniello ha spiegato che quel giorno era andato là per «portare dei fiori dove hanno ucciso mio figlio». L’accusa è di “violazione di sigilli”. «Di certo - ha spiegato Alessio Feniello - a 57 anni non mi metto a scavalcare cancelli. Anzi c’era un cancello aperto. La cosa assurda è che io combatta per avere giustizia per mio figlio e invece mi trovo condannato». Una amara realtà.

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