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Statali, subito 30mila euro di liquidazione per tutti i pensionamenti

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convenzione Pa-Abi

Statali, subito 30mila euro di liquidazione per tutti i pensionamenti

Un prestito bancario, in funzione “ponte”, per anticipare almeno una parte della liquidazione senza più attendere uno o due anni, se non di più, prima di vederla arrivare in tasca. Il meccanismo previsto dal maxi-decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza per consentire ai dipendenti pubblici di riappropriarsi quanto meno di una fetta del loro Tfr/Tfs al momento dell'uscita dal lavoro si muove sulla falsariga del “dispositivo” già adottato dai Governi Renzi e Gentiloni per l'Anticipo pensionistico (Ape). Grazie a una convenzione tra Pubblica amministrazione e Abi gli statali potranno utilizzare subito fino a 30mila euro di liquidazione pagando interessi quasi simbolici visto che il 95% del “tasso” dovuto agli istituti di credito sarà a carico dello Stato.

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“L'anticipo” è valido per tutti i pensionamenti
I dipendenti pubblici potranno ricorrere al prestito bancario non solo per le uscite con “quota 100”, che scatteranno dall'1 agosto, ma per tutti i pensionamenti. Pertanto anche chi deciderà, ad esempio, di sfruttare il canale contributivo dei 42 anni e 10 mesi o chi maturerà i requisiti per il pensionamento potrà chiedere “l'anticipo”.

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La convenzione Pa-banche
La convenzione tra la pubblica amministrazione e l'Abi sarà perfezionata dopo l'entrata in vigore del decreto facendo leva su un apposito provvedimento attuativo. Dovranno tra l'altro essere messe nero su bianco le modalità applicative, comprese quelle relative al tasso d'interesse sul “prestito” che secondo le prime indiscrezioni dovrebbe oscillare tra l'1,5 e l'1,7%. E che in ogni caso fino a un importo massimo di 30mila euro sarà quasi integralmente coperto dallo Stato (al 95%) lasciando un 5% a carico del lavoratore pubblico anche per evitare di violare le regole e le convenzioni Ue. Oltre il “tetto” dei 30mila euro il dipendente dovrebbe farsi carico di tutti gli interessi oppure rimettersi alle regole attualmente in vigore che prevedono un lunga fase di “congelamento” della liquidazione.

Obiettivo “tetto” a 40mila-45mila euro
Il vicepremier Matteo Salvini e la ministra della Pa, Giulia Bongiorno, hanno già annunciato che cercheranno di far salire rapidamente a quota 40mila-45mila euro il tetto di Tfr/Tfs sotto il quale la liquidazione può essere anticipata con il prestito bancario e la copertura quasi totale degli interessi da parte dello Stato. Con tutta probabilità l'operazione verrà tentata con appositi emendamenti nel corso del cammino parlamentare del decreto, che dovrebbe iniziare alla Camera.

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