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Vietato giocare con il reddito di cittadinanza (finanziato però anche…

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il decretone del governo

Vietato giocare con il reddito di cittadinanza (finanziato però anche dai giochi)

Varato nel giro di 20 minuti dal Governo giallo-verde, il Decretone su reddito di cittadinanza e pensioni (15 pagine per 34 articoli) nasconde diverse curiosità, soprattutto sul fronte dei “paletti” contro scorciatoie e furbetti, forse l'insidia maggiore per la nuova misura antipovertà. È questo il caso, tra i molti possibili esempi di un provvedimento dai toni un po’ paternalistici, del divieto, «al fine di contrastare fenomeni di ludopatia», di utilizzare il «beneficio economico» del Rdc «per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità». No quindi a videolottey, slot machine e gioco d'azzardo on line.

Tassazione sui giochi per la copertura
Gli stessi giochi, ed è un paradosso, che dovranno garantire parte delle coperture, visto che il decreto prevede anche «un gettito di circa 400 milioni dalla tassazione dei giochi, di cui circa un terzo (150 milioni di euro) dall'aumento dell'aliquota del Preu», il prelievo sulle slot machine, e «il resto dalla tassazione delle vincite e dal contrasto al gioco illegale».

Multa fino a 50mila euro per gioco illegale
Visto il gettito rilvantissimo che arriva dal settore giochi, il Decretone introduce anche una stretta penale (e una maxi multa) per contrastare la raccolta del gioco illegale. Sotto questo profilo, la novità last minute è una sanzione tra i 20 e i 50mila euro che si somma alla pena del carcere (da 3 a 6 anni) per chi abusivamente «esercita l'organizzazione del giuoco del lotto o di scommesse o di concorsi pronostici che la legge riserva allo Stato». Sanzione èpecuniaria da 5mila a 50mila euro per ciascun apparecchio e chiusura dell’esercizio da 30 a 60 giorni per chi «produce, distribuisce o installa o comunque metta a disposizione, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli o associazioni di qualunque specie, apparecchi destinati, anche indirettamente, a qualunque forma di gioco», non rispondenti ai requisiti di legge.

Stretta penale per i “furbetti”
Tra i “paletti” rientrano poi le (dure) sanzioni penali previste per chi cerca di beneficiare del Rdc senza averne i requisiti. Parliamo, per capirci, di reclusione da due a sei anni per chi «rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute» nel presentare la domanda per il Rdc. Carcere, ma da uno a tre anni, anche per chi omette di comunicare una variazione del proprio reddito, «anche se proveniente da attività irregolari», o del proprio patrimonio «quando la variazione avrebbe comportato la revoca o la riduzione del beneficio». Chi sgarra non potrà ripresentare domanda per il beneficio «prima che siano decorsi dieci anni dalla condanna».

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Primo lavoro a 100 km o a 100 minuti da casa
Nei primi 12 mesi di fruizione del reddito di cittadinanza i beneficiari saranno tenuti ad accettare la prima offerta di lavoro che gli verrà proposta dai Centri per l'impiego «entro 100 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile in cento minuti con i mezzi pubblici». Se si tratta di seconda offerta il limite chilometrico sale a 250 km, mentre se si tratta di terza offerta questa andrà accettata in tutto il territorio nazionale. Contro i “furbetti del Rdc” saranno mobilitati anche i finanzieri. A “Porta a Porta”, subito dopo il varo del Decretone, il vicepremier Luigi di Maio, “padre” del reddito di cittadinanza, ha infatti annunciato la creazione a regime di «equipe» formate da uomini dall'ispettorato del lavoro e della Guardia di Finanza «che farà i controlli, che si acuiranno per chi rifiuta la prima proposta» di lavoro, perché «se uno cerca lavoro, perché lo rifiuta? C'è qualcosa che non va».

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Aiuto per chi cerca e incentivo per l’autoimprenditorialità
Oltre a sostenere chi cerca (seriamente) lavoro, il Rdc ha anche l'obiettivo di “micro-incentivare” la piccola imprenditoria. Ai beneficiari che entro un anno dal primo assegno «avviano un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o una società cooperativa» il Decretone riconosce «in un'unica soluzione un beneficio addizionale pari a sei mensilità di RdC, nei limiti di 780 euro mensili». Tra le curiosità rientra poi l'occhio di riguardo del Governo per le famiglie con bebè, o per meglio dire per i genitori o i single con figli sotto i tre anni: a loro il reddito di cittadinanza andrà a prescindere dal nuovo impiego e non saranno neanche obbligati a contribuire a progetti utili alla collettività, promossi dai Comuni, «in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni».

Reddito va speso o taglio 20% su mese dopo
Tra gli obiettivi dichiarati del Governo c'è anche quello di far rientrare immediatamente nel circuito economico le risorse messe a disposizione del Rdc, per dare alla misura un impatto espansivo e non meramente assistenzialistico. Per questo, il Decretone impone ai beneficiari di utilizzare integralmente, mese dopo mese, l'importo dell'assegno. In caso contrario, a partire dal mese successivo, «l'ammontare di beneficio non speso ovvero non prelevato, ad eccezione di arretrati, è sottratto, nei limiti del venti per cento del beneficio erogato, nella mensilità successiva a quella in cui il beneficio non è stato interamente speso».

Rdc con “Poste card”, da febbraio sito web
Il Rdc, che “viaggia” con una normalissima Carta prepagata di Poste Italiane, potrà essere richiesto via web ma chi non ha dimestichezza con il mondo dell'online potrà andare agli uffici postali o al Caf. «Per febbraio saremo pronti a pubblicare il sito internet che dirà quali documenti sono da preparare e poi il sito da marzo sarà attivo per recepire la documentazione», ha spiegato il vicepremier Luigi Di Maio al termine del Cdm del 17 gennaio: «Non c'è bisogno di andare a nessuno sportello se non si vuole. Sarà possibile fare tutto con il portale» ma in alternativa si potrà usare «un normale sportello postale» o ancora i Centri di assistenza fiscale.

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