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Dossier Guida autonoma, alleanza tra i big tedeschi dell’auto per sfidare …

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    Dossier | N. 57 articoliSpeciale auto che guidano da sole

    Guida autonoma, alleanza tra i big tedeschi dell’auto per sfidare Waymo di Google

    La mobilità del futuro richiede alleanze di peso, necessarie per sostenere collettivamente costi di sviluppo e unire il know-how di realtà provenienti da diversi settori. Tra le sfide del prossimo decennio, la guida autonoma rappresenta uno dei temi più complessi per tutti gli attori dell'automotive. Al riguardo dalla Germania arriva la notizia della possibile nascita di consorzio tra costruttori auto e componentisti, tra cui Bmw, Volkswagen, Daimler, ZF e Bosch, per lo sviluppo di una tecnologia comune sul fronte delle autonomous car. Waymo investirà 13,6 milioni di dollari.
    L’indiscrezione, riportata da Business Standard, indica una trattativa in corso per la nuova alleanza tedesca sulla guida autonoma, con l’obiettivo di superare Waymo in materia di self driving. Infatti l’azienda di Google si sta conquistando sul campo il ruolo di leader tra i produttori di veicoli autonomi, grazie a collaborazioni importanti come quella con Fca (da cui arriveranno migliaia di Chrysler Pacifica Hybrid a guida autonoma destinati a diventare taxi senza pilota) fino al recente annuncio di vendere 20mila veicoli a guida autonoma nei prossimi anni in conseguenza a un piano di investimenti da 13,6 milioni di dollari per realizzare un impianto produttivo in Michigan.

    Addio quindi alla tanto annunciata Google Car (modello che insieme alla Apple Car, secondo diversi pseudo esperti, doveva già essere pronto alla commercializzazione) ma trasformazione di veicoli già esistenti.
    Già oggi marchi tedeschi fanno parte di consorzi, come nel caso di Bmw assieme a Intel, Mobileye, Magna, Fiat Chrysler e i fornitori Delphi Automotive e Continental AG. Proprio questa settimana il costruttore di Monaco di Baviera ha ribadito la propria apertura a nuove collaborazioni in materia. Volkswagen si è dichiarata aperta a profonde alleanze sul fronte delle auto autonome, anche con Ford e Waymo, e ha ribadito la ricerca di nuovi partner. Daimler si è invece rifiutata di commentare ma non ci si può dimenticare dell’accordo di collaborazione con Bosch stipulato nell’aprile 2017 per sviluppare un sistema di guida autonoma aperto a utenti terzi.

    Nessun commento neanche da parte di Bosch, Continental e ZF, aziende storicamente legate alla componentistica tradizionale ma sempre di più, come evidenziato all’ultima edizione del CES di Las Vegas, impegnate nello sviluppo di tecnologie dedicate alla mobilità del futuro tra guida autonoma ed elettrificazione. Il possibile accordo sulla guida autonoma tra costruttori tedeschi e componentisti sarebbe l’ennesima conferma di come la «nuova mobilità» abbia bisogno di alleanze importanti, come avvenuto nel caso di Ionity. Infatti la rete di ricarica ad alte prestazioni, che porterà 400 stazioni in tutte le principali strade europee entro il 2020, è nata grazie all’accordo tra Bmw, Daimler, Ford e Volkswagen con Audi e Porsche.

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