Italia

Milano, il biglietto Atm a 2 euro diventa un caso nazionale

  • Abbonati
  • Accedi
il caRo trasporti a Milano

Milano, il biglietto Atm a 2 euro diventa un caso nazionale

Sul rincaro del biglietto a 2 euro del trasporto pubblico di Milano i giochi sono ancora fluidi. Si decide in queste ore mentre intanto la politica nazionale sta entrando in partita, ognuno con una sua posizione.

La Regione Lombardia qualche giorno fa ha di nuovo detto no all’aumento - visto che un rincaro superiore all’inflazione, e praticamente oltre 1,70 euro, deve essere autorizzato dal Pirellone in base a una legge regionale del 2012. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala insiste invece che l’aumento è necessario.

«È evidente a tutti che il servizio delle nuove metropolitane è un servizio più avanzato ed è normale che debba costare di più. Se così non si può fare, è chiaro che prima di pensare di dare la luce verde a un’altra metropolitana non voglio lasciare un debito a chi verrà dopo di me». E aggiunge: «Sia chiara una cosa - ha aggiunto - il fatto di non riuscire a coprire i costi di Atm deriva da come sono state pensate le metropolitane M4 e M5, quindi deriva da scelte fatte dalla Moratti. Hanno fatto bene ma oggi c'è necessità di aumentare il prezzo». Così Sala.

Sono adesso intervenuti anche il vicepremier Matteo Salvini e il sottosegretario agli Affari regionali del M5S Stefano Buffagni. Il primo che rincara la dose contro il Comune di Milano, il secondo che invita al dialogo e alla mediazione. Ovviamente la Lega di Salvini è interessata alle vicende milanesi perché punta a rafforzare la sua presenza nel capoluogo lombardo. Non solo in vista delle elezioni europee della prossima primavera, ma anche nella prospettiva di scalare Palazzo Marino prendendo il posto dell’attuale maggiornaza di centrosinistra.

Salvini agita lo spettro delle difficoltà economiche dei cittadini e sostiene la posizione della Regione Lombardia. «Ritengo che in un momento di difficoltà economica aumentare il biglietto non sia una scelta intelligente. Ci sono tanti modi per recuperare soldi senza aumentare ulteriormente le tasse a chi usa i mezzi pubblici».

Più moderato Buffagni: «I soldi per la metro 5 noi li abbiamo messi, abbiamo fatto la nostra parte e continueremo a farla, Regione e Comune lavorino nell'interesse dei cittadini». Buffagni ricorda così il traguardo raggiunto dal governo, che ha stanziato nella Finanziaria 900 milioni per il prolungamento della linea 5 della metro da Milano a Monza. E indirettamente anche il suo ruolo di “mediatore” proprio per ottenere questo stanziamento, di cui lui si è occupato in prima persona essendo un pentastellato milanese, che guarda ancora con attenzione a questo territorio.

Il traguardo riguarda però la parte infrastrutturale ma non quella gestionale. Quest’ultima infatti rimarrà sostanzialmente in capo a Palazzo Marino, che dovrà gestire ogni anno i costi del servizio. Non c’è ancora una proiezione chiara, ma si parla di decine di milioni per ogni bilancio (sulla base dei piani delle metro 4 e 5). Il costo complessivo per la realizzazione è di circa 1,2 miliardi.

Quando e come aumenterà il biglietto dell’Atm?
Tornando al biglietto a 2 euro, il Comune di Milano avrebbe ipotizzato di partire, già da aprile, con un incremento del 33% del biglietto ordinario, da 1,5 euro a 2 euro, toccando lievemente o per niente gli abbonamenti. Il programma è formalmente agganciato a quello che viene definito biglietto integrato, ovvero un insieme di servizi di trasporto, su gomma e su ferro, nei territori di Milano, Monza e Brianza, Pavia e Lodi, collegati da un unico titolo di viaggi. L’aumento sarebbe concretamente previsto solo a Milano e nell’hinterland di 35 comuni complessivi, ma il sistema integrato rende possibile spalmare i benefici su tutte le aree.

Questa la posizione dell’Agenzia di bacino Milano, Monza e Brianza, Pavia e Lodi, che numeri alla mano ritiene che il beneficio del rincaro milanese porterebbe un miglioramento complessivo dei sistema dei trasporti, soprattutto nelle zone più svantaggiate. Per l’Agenzia dunque, meglio partire a luglio con il rincaro milanese sì, ma anche con l’integrazione almeno di tutta Monza e Brianza in una sola volta. Si tratta di coinvolgere da subito 200 comuni. A cui poi dovrebbero seguirne altri 250 del lodigiano e del pavese in autunno.

Il Comune di Milano invece intende partire con il biglietto a 2 euro già da aprile, anche se solo Milano e l’hinterland ristretto avrà da subito un titolo di viaggio integrato. Palazzo Marino ha già infatti messo in conto 55 milioni in più nel bilancio previsionale del 2019. E i conti rischiano già di non tornare.

© Riproduzione riservata