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Cantone pronto a lasciare l’Anticorruzione (ma a fine mandato)

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IL PRESIDENTE aNAC

Cantone pronto a lasciare l’Anticorruzione (ma a fine mandato)

Raffaele Cantone non ha intenzione di lasciare l’Anac, non per il momento, almeno. Il presidente dell’Autorità anticorruzione ha presentato domande per tre Procure (Perugia, Torre Annunziata, Frosinone) ma è convinto che le procedure di una eventuale nomina richiederebbero tempi molto lunghi che lo porterebbero con tutta probabilità a completare il suo mandato all’Anticorruzione che scade nell’aprile 2020.

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Lo ha precisato lui stesso con una nota: «Non mi dimetto da Presidente dell’Anac e tengo a precisare di aver presentato domanda al Csm per incarichi direttivi presso le Procure della Repubblica di Perugia, Torre Annunziata e Frosinone la settimana scorsa, dopo
una lunga valutazione di carattere squisitamente personale».

Fin qui le precisazioni. Questo non toglie nulla ovviamente al disagio che il presidente dell’Anac prova per il clima di ostilità verso il codice degli appalti e in particolare verso il ruolo dell’Anac nell’attuazione del codice. Ancora ieri Cantone aveva avuto modo di precisare la propria posizione ritenendo sbagliate le accuse al codice di aver bloccato il settore dei lavori pubblici. Una risposta indiretta a quelle parti della maggioranza di governo che ha detto a più riprese di voler intervenire radicalmente sulle regole degli appalti. Durissima era stata poi la posizione di Cantone sulla norma inserita nella legge di bilancio che alza a 150mila euro la soglia per gli affidamenti senza gara e ammette la procedura negoziata per i lavori fino a 350mila.

Va per altro registrato che, nonostante la riforma del codice sia stata annunciata dallo stesso premier Conte nel discorso di insediamento in Parlamento («l’Anac ci ha deluso», disse allora), finora si è proceduto con limitate deroghe mentre la riforma vera e propria, che dovrebbe ridimensionare il ruolo delle linee guida dell’Anac, non ha trovato posto né nei collegati alla legge di bilancio né al decreto semplificazioni, come pure si era tentato. La riforma è invece contenuta nel disegno di legge sulle semplificazioni, approvato 55 giorni fa dal governo e non ancora trasmesso in Parlamento. Ma, considerando i tempi per l’approvazione della legge e i successivi 24 mesi per intervenire sulla base di una delega, è probabile che Cantone possa completare il suo mandato all'Anac senza vedere la riforma degli appalti. Il problema, per il governo che ci sarà e per la lotta alla corruzione in Italia, sarà quel che accade dopo.

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