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Le auto più rubate del 2018: il boom delle suv

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furti in aumento del 62% nella categoria

Le auto più rubate del 2018: il boom delle suv

Prima o poi doveva succedere. E, nel 2018, è accaduto davvero: alle auto più rubate in Italia (di solito, prevalentemente piccole e medio-piccole), si sono aggiunte le suv. L’anno scorso, per questa categoria di vetture, il numero dei furti è salito del 62% rispetto al 2017. E dire che in generale il numero dei veicoli rubati è gradualmente calato negli anni: l’alto gradimento che le vetture alte ha riscosso nell’ultimo decennio non poteva non ripercuotersi sulle scelte dei ladri. Sia che il mezzo serva loro per riciclarlo intero sia che venga poi smembrato per ricavarne ricambi.

Questi dati non sono i consueti, definitivi e ufficiali, del ministero dell’Interno. Sono le prime elaborazioni, fornite da LoJack, azienda di antifurti satellitari che da anni collabora con lo stesso ministero e ha un osservatorio composto dai 220mila veicoli su cui ha installato propri dispositivi. Dunque, è anche possibile che il dato delle suv sia sovrastimato rispetto al reale, perché magari i proprietari di queste vetture tendono a difendersi di più, se non altro perché normalmente le pagano più delle altre di dimensioni e prestazioni paragonabili.

I dati possono anche essere influenzati da eventuali accordi commerciali con case automobilistiche e concessionari. In pratica, alcune marche potrebbero apparire in classifica dei furti in posizioni superiori al loro peso reale, altre in posizioni inferiori.

Le suv più rubate
Pare confermarlo il fatto che la suv più rubata risulterebbe la Range Rover Evoque (peraltro a fine carriera, perché è in fase di lancio la seconda serie), che certamente non è il modello di questo tipo più diffuso in assoluto (sul mercato spadroneggiano quelli più piccoli, come Fiat 500X, Jeep Renegade, Renault Captur e Peugeot 3008). La Evoque è terza assoluta tra i modelli più rubati dotati di LoJack.

Nella classifica delle suv più rubate seguono proprio la Renegade (quarta assoluta). Poi la Toyota Rav4 (quinta assoluta), la Ford Kuga (sesta assoluta), poi la Nissan Qashqai (ottava assoluta) e la Toyota C-Hr (nona assoluta).

Quasi tutti modelli di gran moda. A conferma della teoria che le auto di maggior successo sul mercato sono quasi sempre quelle più rubate.

Poco spazio per le citycar
La prima posizione assoluta è occupata dalla Fiat Panda. Questo rispecchia il dato di mercato, ma può stupire il fatto che molte persone abbiano scelto di dotare di un antifurto sofisticato anche una utilitaria già di per sé economica e spesso acquistata con forti sconti (anch’essa è verso la fine della carriera).

Al secondo posto assoluto c’è la Fiat 500, che costa mediamente più della Panda ma anch’essa negli ultimi anni è stata largamente reperibile come chilometri zero, a prezzi vantaggiosi.

Per ritrovare una citycar nella classifica delle più rubate secondo LoJack, dobbiamo poi scorrere fino al settimo posto, occupato dalla Lancia Y. Per lei valgono le stesse considerazioni fatte per Panda e 500.

Infine, al decimo posto, un’auto da città ma già più grande e con vocazione ai viaggi: la Ford Fiesta.

Sul territorio
La Campania si conferma la regione con il maggior numero di furti: il 45% del totale, influenzato anche dal fatto che - di fronte ad alte probabilità di finire nel mirino dei ladri - in quelle zone si decide di proteggersi di più. Anche se magari la propria auto non è particolarmente di pregio. Tra l’altro, un buon antifurto può far scendere il costo dell’assicurazione sul furto, ovviamente molto alto proprio al Sud.

Al secondo posto il Lazio (21%), poi Puglia (14%), Lombardia (9%) e Sicilia (4%). Le altre regioni pesano tutte insieme per appena il 7%. Ma ciò può essere dovuto alla scarsa diffusione dei prodotti LoJack.

I recuperi
Gli antifurto di quest’azienda l’anno scorso hanno consentito di recuperare 2.363 veicoli, per un valore stimato di circa 52 milioni di euro. Si direbbe che il 2018 ha segnato un boom anche per questo dato: +58% rispetto al 2017.

E infatti i soli recuperi dell’anno scorso sono circa un quarto del totale (oltre 8mila) registrato in circa un decennio di presenza dell’azienda in Italia.

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