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Taglio dei parlamentari, primo via libera del Senato

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Ddl costituzionale

Taglio dei parlamentari, primo via libera del Senato

Sì del Senato con 185 sì, 54 no e 4 astenuti al Ddl costituzionale sulla riduzione del numero dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200, di cui 4 (e non più 6) saranno eletti nella circoscrizione Estero. Altra modifica introdotta prevede che nessuna Regione o Provincia autonoma possa avere meno di tre senatori (resta la previsione di due per il Molise e uno per la Valle d'Aosta).

La proposta di legge precisa inoltre che il numero dei senatori a vita in carica nominati dal Presidente della Repubblica non può essere superiore a cinque. Si prevede che le nuove misure si applicano dal primo scioglimento o cessazione delle Camere ma non prima di 60 giorni dall'entrata in vigore della legge. Il disegno di legge passa ora all'esame della Camera e dato il rango costituzionale della proposta saranno necessarie due deliberazioni conformi dei due rami del Parlamento.

La novità di oggi, secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, «significa non solo un Parlamento più spedito, efficiente, meno burocratico ma anche meno costoso. Stiamo parlando di mezzo miliardo di risparmi a legislatura, 300mila euro al giorno di risparmi». Per Fraccaro «in questi decenni tutte le forze politiche ce lo avevano promesso e non l'avevano mai fatto e noi lo stiamo facendo, manteniamo anche questa promessa». E alla richiesta di commentare la decisione del Pd di esprimere un voto contrario in Aula, il ministro ribatte con un no comment. «Veramente difficile da comprendere, non saprei nemmeno motivarlo. Abbiamo assistito a una discussione molto particolare, visto che hanno passato gli ultimi tre anni a proporre una riforma costituzionale enorme con la scusa di tagliare il Senato addirittura e adesso vota contro una riduzione del numero dei senatori».

È stato Dario Parrini, nella dichiarazione di voto, a motivare il no del gruppo dem. «Noi siamo sempre stati favorevoli, e lo siamo ancora oggi, a una riduzione de l numero dei parlamentari. E lo siamo ancora oggi, se questa scelta si colloca all'interno di una riforma seria che perlomeno porti al superamento delle due anomalie più gravi del sistema parlamentare italiano». E cioè «il fatto che ci sono due Camere che fanno esattamente le stesse cose e il fatto che siamo l'unico Paese al mondo in cui un ramo del Parlamento non usa il suffragio universale per essere eletto. Nessuna di queste due condizioni minime di serietà è soddisfatta dal provvedimento voluto da Lega e M5S». Diversi senatori di Forza Italia e Fratelli d'Italia hanno votato in difformità dalle indicazioni dei loro gruppi sul provvedimento. Unico a votare contro, Raffaele Fantetti (Fi) convinto che il taglio dei parlamentari eletti all'estero avrebbe portato a una
sottorappresentazione dei cittadini italiani residenti fuori dall’Italia.
Si sono invece astenuti gli azzurri Sandro Biasotti, Stefania Craxi e Sandra Lonardo, nonché Isabella Rauti di FdI. Non hanno preso parte al voto Andrea Cangini (Fi) e Andrea De Bertoldi (FdI).

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