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la stretta sulle aperture nei festivi

Da Ikea ai negozi etnici: ecco chi si “salva” dal Ddl sulle chiusure domenicali

La stretta sulle aperture domenicali (26 l’anno) dei negozi e dei centri commerciali prevista dalla riforma all’esame della Camera non vale per tutti. La più importante deroga riguarda gli esercizi commerciali nei centri storici. Ma ad essere esentati saranno anche i cosiddetti esercizi di vicinato (piccoli negozi tra i 150 metri quadri e 250 massimo). Due deroghe, queste, di cui potrebbero beneficiare innanzitutto i tanti negozietti etnici, specialmente frutterie, che popolano appunto i centri storici delle grandi città e hanno superfici limitate.

Non solo. Nel testo base che contiene le «disposizioni in materia di disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali al dettaglio» - un Ddl di due articoli su cui ha lavorato la maggioranza giallo-verde negli ultimi mesi - ci sono una serie di eccezioni che possono derogare all’obbligo di chiusura. Tra i settori “merceologici” che potranno sfruttare la “libertà di apertura domenicale” ce n’è anche una che rappresenta una icona degli acquisti nei giorni di festa e che quindi non sconterà la stretta: i mobilifici. Questo significa che colossi come la svedese Ikea (o Mondo Convenienza) continueranno a restare aperti anche la domenica. Il provvedimento in questo sembra un po’ tradire lo spirito per cui è stato presentato e cioè «garantire il principio del riposo settimanale del lavotarore di cui all’articolo 36 terzo comma della Costituzione», come si legge nell’articolo 1 del disegno di legge.

Ma non è tutto. La lista delle eccezioni è abbastanza nutrita. Si richiamano infatti le deroghe già previste dal decreto Bersani di fine anni novanta (l’articolo 13 del il Dlgs 114/1998).  Saranno sempre aperte le rivendite di generi di monopolio ma anche gli esercizi dentro campeggi, villaggi e hotel o nelle aree di servizio lungo le autostrade, nelle stazioni ferroviarie, marittime ed aeroportuali. Niente chiusure anche per rivendite di giornali, gelaterie e gastronomie, rosticcerie, pasticcerie; fiori, piante e articoli da giardinaggio, libri, musica, opere d’arte, oggetti d'antiquariato, stampe, cartoline, articoli da ricordo e artigianato locale. Tra gli esercizi commerciali che possono derogare alla chiusura domenicale anche quelli che vendono «dischi, nastri magnetici, musicassette, videocassette» (aspetto che mostra la datazione della norma) che potrebbe aprire le porte ai mega shop che vendono elettronica. Infine il Ddl aggiunge anche gli autosaloni e gli esercizi nei parchi divertimento, negli stadi e nei centri sportivi.

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