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Lavoro, sindacati in piazza. Landini: «Governo ci…

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la manifestazione a roma

Lavoro, sindacati in piazza. Landini: «Governo ci ascolti»

“Futuro al lavoro”. È questo lo slogan che oggi ha portato in piazza a Roma Cgil, Cisl e Uil per la manifestazione nazionale unitaria a sostegno delle proposte unitarie su crescita, sviluppo, lavoro, pensioni e fisco, e chiedere al governo di cambiare la politica economica, ascoltando i sindacati. «Alle persone che governano questo paese e vanno ad incontrare chi protesta in altri paesi diciamo
che se hanno un briciolo di intelligenza ascoltino questa piazza: noi siamo il cambiamento, noi vogliamo la giustizia sociale», ha detto il leader Cgil, Maurizio Landini, parlando dal palco in pazza S. Giovanni, punto di arrivo del corteo partito alle 9 da piazza della Repubblica

Per Landini, «se il governo ha un briciolo di saggezza deve aprire il tavolo con i sindacati. Se non dovesse succedere deve sapere che noi non ci fermeremo qui e andremo avanti finché non porteremo a casa quello che abbiamo chiesto, risultati». «Non siamo contro il Governo ma gli chiediamo di convocarci o la mobilitazione proseguirà», ha ammonito invece il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo dal palco: «Con l'unità faremo stare zitti coloro che non vedono che c'è un Paese che deve crescere».

Di Maio a Landini: protesta quota 100 e non contro Fornero
Alla mobilitazione dei sindacati ha risposto a distanza il vicepremier Luigi Di Maio, oggi a Vicenza per l’assemblea deigli ex azionisti BpVi, «È un po' singolare vedere che si scende in piazza contro quota 100 e non si è scesi in piazza quando si è fatta la legge Fornero», ha sottolineato Di Maio rivolgendosi idealmente a Landini. «Oggi i sindacati scendono in piazza e attaccano il governo dicendogli ”uscite dalla realtà virtuale”. Io dico - ha replicato Di Maio - che la realtà virtuale era quella dei governi precedenti che hanno massacrato tutto quello che gli italiani avevano sull'altare dell'austerity: risparmi, lavoro, imprese. Comunque mi auguro che Landini voglia sostenere la mia proposta di taglio delle pensioni d'oro degli ex sindacalisti».

Furlan (Cisl): Governo esca dalla realtà virtuale
A guidare il corteo c’erano, oltre al neo segretario generale della Cgil, alla sua prima manifestazione unitaria (l'ultima a piazza San Giovanni risale a giugno 2013), anche i leader di Cisl e Uil, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. «Il governo esca dalla realtà virtuale e si cali nel mondo reale, del lavoro», ha chiesto Furlan dal corteo della manifestazione, sostenendo che «il governo deve cambiare la linea economica. L'Italia è ad un passo dalla recessione economica. Il governo deve cambiare assolutamente rotta. Si confronti finalmente con i sindacati, perché dopo tanti anni di sacrifici degli italiani, non possiamo permetterci che il Paese torni a decrescere. Nessuno da solo riesce a risolvere problemi così complessi». A manifestare con le tre sigle sindacali c’era anche una delegazione di industriali, quella di Confindustria Romagna che «contesta le politiche adottate dal governo nel decreto semplificazioni» ed in particolare lo stop alle trivelle: un «suicidio industriale», per il presidente, Paolo Maggioli.

Ampia partecipazione
La manifestazione ha preso il via alle 9 da piazza dellla Repubblica ed è proseguita senza incidenti fino a piazza S. Giovanni dove si sono tenuti gli interventi conclusivi dei leader sindacali, in programma alle 12. Inizialmente, il corteo doveva arrivare a piazza del Popolo, poi la scelta di pazza S. Giovanni, per la forte partecipazione attesa dagli organizzatori: sono stati infatti programmati oltre 1.300 pullman, 12 treni straordinari, 2 navi, e più di 1.000 arrivi con voli, oltre ai partecipanti auto-organizzati.Dal palco hanno presonderanno la parola anche sei delegati sindacali: un'infermiera del 118, una pensionata, un rider, un delegato dell'ex Ilva di Taranto, una delegata della scuola e un lavoratore edile.

Andare oltre Quota 100 e RdC
Il primo punto della piattaforma unitaria del confronto con il Governo chiede di andare oltre Quota 100 e reddito di cittadinanza. La prima riforma è un passo in avanti ma lontana dall'obiettivo di cambiare davvero la legge Fornero «per tutti» e non solo per una platea ridotta, che comunque penalizza le donne per le quali è più difficile raggiungere 38 anni di contributi e lascia fuori i giovani, per i quali invece sarebbe necessario pensare ad una pensione di garanzia, è la posizione dei sindacati. Per i sindacati il RdC è «un ibrido» con le politiche del lavoro che rischia di risultare inefficace su entrambi i fronti. C'è poi la questione fiscale: oltre alla lotta all'evasione fiscale ed alla corruzione, Cgil, Cisl e Uil chiedono una riforma del sistema che riduca il peso delle tasse su lavoratori e pensionati. E, tra le altre questioni, chiedono una riforma degli ammortizzatori sociali e della Pa, comprese le risorse necessarie per il rinnovo di tutti i contratti pubblici.

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