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Dossier | N. 63 articoliIl reddito di cittadinanza: la guida completa 2019

Reddito di cittadinanza, navigator bloccati dal braccio di ferro con le Regioni

Ancora non è stato pubblicato sul sito di Anpal Servizi l’avviso per la selezione pubblica, ma già si profilano i primi ostacoli per la collocazione dei 6mila navigator. Si presume che i nuovi tutor affiancheranno gli attuali 8mila operatori nei 552 centri per l’impiego, ma si dovranno creare mediamente 10,9 nuove postazioni di lavoro per ogni ufficio. «Non ci sono gli spazi nei centri per l'impiego, molte strutture sono inadeguate», hanno spiegato i rappresentanti delle Regioni al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio.

È uno dei punti da chiarire al tavolo tecnico tra Governo e Regioni che stanno cercando di raggiungere un’intesa da recepire a livello di conferenza Stato-Regioni, e tradurre in emendamento al decretone all’esame della commissione Lavoro del Senato, atteso in Aula tra la prossima settimana e quella successiva.

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Prima di procedere alle assunzioni dei navigator vanno sciolti alcuni nodi: «Dove dovrebbero operare, che cosa dovrebbero fare e da chi dovrebbero dipendere?» ha chiesto la coordinatrice delle Regioni, Cristina Grieco. Ancora non è stato definito come i navigator interagiranno con i centri per l’impiego e a chi risponderanno, se all’Anpal Servizi che li assumerà o alla direzione del Cpi che li ospiterà.

I navigator che dovranno occuparsi dell’inserimento lavorativo dei percettori del reddito di cittadinanza, nei piani del Governo saranno assunti da Anpal Servizi Spa dopo una selezione per titoli e colloqui, con contratti di collaborazione coordinata e continuativa biennali, per essere poi stabilizzati. Le regioni temono l’esplosione del contenzioso, perché una volta entrati nei Cpi, i navigator potrebbero ricorrere ai Tribunali del lavoro per trasformare il contratto Cococo in tempo indeterminato. Anche l’ipotesi di stabilizzare i navigator come dipendenti dei Cpi per le Regioni non è percorribile, perché trattandosi di strutture pubbliche l’assunzione deve avvenire per concorso.

In questo contesto ritarda la pubblicazione dell’avviso sul sito di Anpal Servizi, che il governo contava di far uscire a inizio febbraio: in presenza del conflitto di competenze con le Regioni “padrone di casa” dei Cpi, nessuno vuole correre il rischio di essere citato per danno erariale. Il presidente designato di Anpal, Domenico Parisi (voluto dal vicepremier Di Maio, colpito dalla sua app che fa incrociare domanda e offerta di lavoro in Mississipi) è ancora negli Usa e il decreto con la sua nomina è fermo alla Corte dei conti. Il 14 febbraio in audizione alla Camera il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha annunciato che Parisi ha chiesto di essere posto in aspettativa dai suoi incarichi, ma il Pd, per voce di Debora Serracchiani, ha sollevato la questione del potenziale conflitto d’interessi di «colui che è preposto a vagliare le candidature e selezionare gli idonei navigator e ad acquistare l’app per l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro».

C’è poi il “fattore tempo”. Per i 6mila posti di navigator potranno arrivare anche 90mila domande, andranno costituite commissioni di valutazione, trovate strutture ad hoc; le procedure di selezione potrebbero allungarsi, mettendo a rischio la scadenza di aprile per il loro ingresso nei Cpi prevista dal governo.

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