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L’Inps è senza presidente, in Germania eletto sei mesi prima…

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IL CONFRONTO

L’Inps è senza presidente, in Germania eletto sei mesi prima della scadenza

Tito Boeri aveva preparato un documento di 51 pagine per il passaggio di consegne con il successore e due settimane fa lo ha messo nelle mani del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Poi il passare dei giorni ha cancellato anche quell’ultimo simbolo di trasparenza (almeno tentata) che l’economista milanese ha cercato di proporre con la sua esperienza in Inps.

Dopo di lui arriverà probabilmente un “traghettatore”, ovvero un soggetto “con i poteri del presidente e del consiglio di amministrazione”, che dovrà garantire la rappresentanza legale dell’Istituto fino a quando non saranno nominati i nuovi vertici.

Il Governo gialloverde non è stato finora particolarmente efficace sul fronte delle nomine e, nel caso dell’Inps e dell’Inail, avendo scelto il ritorno al passato con la ricostituzione dei vecchi Cda con cinque componenti, ora rischia di allungare ancora di più il percorso del “cambiamento”.

In Germania, tanto per rifarci a un caso molto recente, il passaggio di consegne alla guida dell’ente previdenziale è avvenuto in modo un po’ diverso. Gundula Roßbach è stata nominata presidente del DVR Bund il 23 giugno 2016 ma la sua carica è diventata operativa il 1° gennaio 2017. Nei sei mesi di mezzo ha affiancato l’uscente, Axel Reimann, per un passaggio di consegne operativo che ha garantito la piena continuità di gestione dell’Istituto. La stessa procedura è stata seguita per il rinnovo degli altri due membri del Comitato esecutivo: Brigitte Gross e Stephan Fasshauer, eletti il 23 giugno 2016: la nomina di Gross è diventata effettiva il 1° gennaio 2017, quella di Fasshauer a dicembre 2017, alla conclusione del mandato del predecessore.

Dalla riforma organizzativa della previdenza sociale varata nel 2005, tutti gli enti pensionistici tedeschi figurano sotto la denominazione unitaria di “Deutsche Rentenversicherung” (“Ente Pensionistico Tedesco”), che indica l’unificazione in un istituto comune articolato in vari enti (ad es. “Deutsche Rentenversicherung Saarland” o “Deutsche Rentenversicherung Knappschaft-Bahn-See”).

Complessivamente esistono 16 enti pensionistici regionali che raggruppano i lavoratori dipendenti. La “Deutsche Rentenversicherung Bund” (o DRV Bund) riveste una doppia funzione: da un lato è l’ente regionale che assiste i clienti dell’ex Bundesversicherungsanstalt für Angestellte (Ufficio federale di assicurazione degli impiegati), dall’altro assume mansioni trasversali, occupandosi di questioni comuni a tutti gli enti pensionistici, ad esempio nei settori delle relazioni pubbliche, delle statistiche e della finanza.

La “Deutsche Rentenversicherung Bund” è amministrata da un comitato composto da un presidente e due direttori. Le delibere che riguardano tutti gli enti pensionistici vengono adottate dal Comitato direttivo allargato, che comprende anche cinque direttori degli enti regionali e da un direttore della “Deutsche Rentenversicherung Knappschaft-Bahn-See”. La nomina preventiva dei nuovi vertici è stata decisa dall’Assemblea rappresentativa federale, il più alto organo di autogoverno composto da rappresentanti di assicurati e datori di lavoro di tutte le 16 istituzioni di assicurazione pensionistica. Autonomia e trasparenza, nella gestione della previdenza tedesca, sono garantite così.

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