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Il Veneto accelera nella spesa dei fondi per lo sviluppo: obiettivo turismo…

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Fondi europei

Il Veneto accelera nella spesa dei fondi per lo sviluppo: obiettivo turismo e cultura

Imagoeconomica
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Il Veneto accelera sul Por Fesr, e centra l’obiettivo di evitare il disimpegno di risorse non spese. Attraverso il Programma operativo la Regione del Veneto, grazie a circa 600 milioni di euro messi a disposizione dall’Unione Europea, dallo Stato e dalla Regione stessa, sviluppa nel periodo 2014 - 2020 un piano di crescita sociale ed economica nei settori dello sviluppo industriale, dell’agenda digitale, dell'ambiente e dell'innovazione. «Basti sapere – spiega l'assessore regionale Federico Caner - che la spesa complessivamente avviata dal 2016 ad oggi dalla nostra Regione ammonta a 333,5 milioni di euro, compresi 40 milioni impegnati a favore della banda ultra larga, con 2.050 domande finanziate e 279,2 milioni di euro di sostegni assegnati, a fronte di 52 bandi pubblicati. Inoltre, abbiamo in programma di pubblicare entro i primi mesi del 2019 una decina di nuovi bandi per un importo complessivo di altri 30 milioni. Si tratta principalmente di interventi a favore del settore turistico nei territori di montagna e di pianura e di finanziamenti a favore della cultura».

Ora è il momento di un bilancio di metà percorso – dice Pietro Cecchinato, direttore Programmazione unitaria – autorità di gestione Por Fesr: «La strada che abbiamo percorso non senza difficoltà sta portando finalmente risultati. Delle regioni del Centro Nord il nostro è probabilmente il Por più ambizioso, e la macchina organizzativa dopo le difficoltà iniziali è stata messa a punto». Sulla dotazione finanziaria di 600 milioni, i dati mostrano 333,5 milioni di risorse avviate e 284 impegnate. Il sostegno concesso nel settore privato (Pmi) equivale a 154,6 milioni, la maggior parte (42%) destinata a ricerca e innovazione, il 32% a industria e artigianato, il 15% al turismo. Nel settore pubblico la cifra raggiunge i 124,6 milioni. Ora si apre una fase nuova: «Dobbiamo migliorare la scrittura dei bandi e l'approccio al sistema di gestione delle domande da parte dei beneficiari: si contano troppe rinunce e revoche – spiega Cecchinato. Inoltre dovremo verificare come si siano distribuite effettivamente le risorse e verificare gli impatti dei finanziamenti sui diversi territori».

Intanto, la soglia N+3, fissata per la Regione del Veneto dalla Commissione Europea a 83,35 milioni di euro con riferimento al 2018, è stata ampiamente raggiunta e ciò significa che entro dicembre è stata certificata alla Commissione una spesa di 92 milioni; il rispetto di questo target era necessario ad evitare il disimpegno di risorse sul programma. L'obiettivo per il 2019 è arrivare a 148,2 milioni. «Questo era solo il primo traguardo che ci siamo dati – dice Caterina De Pietro, direttore dell'Unità operativa programmazione e gestione Fesr – Il secondo è raggiungere il performance framework, una novità introdotta nella programmazione 2014-2020 per misurarne l'efficacia». Nel dettaglio, l'Asse 1 del Por Fesr Veneto (ricerca, sviluppo, tecnologia e innovazione), con 11,4 milioni di euro pagati, procede un po' a rilento anche a causa della «fisiologica mortalità fra le startup destinatarie di parte dei fondi», spiega De Pietro. E rallentamenti segnala anche l'Asse 2 (agenda digitale) soprattutto a causa dello stallo del programma di banda ultralarga che non è gestito direttamente dalla regione in quanto individuato dalla UE quale programma a rilevanza nazionale il cui coordinamento è in capo al Mise. È l'Asse 3 (competitività dei sistemi produttivi) quello che si dimostra trainante, ed è anche quello, assieme alla all'Asse 1 della ricerca, con la maggiore disponibilità. Al 31 ottobre 2018 risultavano 671 le imprese sostenute (contro un target di 576). Gli altri assi riguardano sostenibilità ambientale ed energetica (4), rischio sismico e idraulico (5) e sviluppo urbano sostenibile (il 6).

Quest'ultimo Asse, che prevede anche l'attuazione del progetto Aree Interne, una strategia di sviluppo per la Spettabile reggenza dei Sette Comuni altopiano di Asiago, l'Unione Montana del Comelico, l'Area del Delta del Po e l'Unione Montana dell'Agordino, è una delle iniziative sulle quali il Veneto ha scommesso: «La prossima programmazione si presume fin d'ora dedicherà spazio rilevante allo sviluppo urbano sostenibile e a progettualità plurifondo come quella delle Aree interne», anticipa De Pietro.

Fra le novità concordate con la Commissione quest'anno ci sono l'azione a sostegno delle produzioni audiovisive nel settore della cultura (3.3.2), e una linea da 5 milioni in ambito turistico per l'orientamento ai mercati internazionali delle imprese del settore, che nelle precedenti programmazioni non era previsto.

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